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La sfida di Giletti a Ranucci: «Venga a confrontarsi con me, Santoro modererà»

16 Febbraio 2026 - 06:25 Alba Romano
massimo giletti sigfrido ranucci michele santoro
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«Se accetta di venire, le porte sono aperte»

Massimo Giletti risponde a Sigfrido Ranucci sulle lobby gay. «Sono un uomo libero, non appartengo ai servizi segreti né a nessuna lobby», dice oggi al Corriere della Sera il conduttore di Lo Stato delle Cose sulla chat con Maria Rosaria Boccia. Poi sfida: «Ritengo che Ranucci debba essere sempre e comunque difeso. Quando vuole lo invito a venire a Lo stato delle cose, già oggi, a spiegare questa vicenda. Io ho fatto un editoriale di cinque minuti, a lui ne offro dieci. Però poi si deve confrontare con me, con Michele Santoro come moderatore. Se accetta di venire, le porte sono aperte».

Giletti e Ranucci

Giletti racconta che «due settimane fa, la mattina in cui Il Giornale di Cerno ha pubblicato le chat tra Ranucci e Boccia, ho ricevuto un messaggio da Sigfrido: “ Usano te per colpire me, è una totale manipolazione. La mia solidarietà ”». La sua reazione: «Mi fido, credo a quello che mi dice. Sono abituato a vedere battaglie tra giornali di destra e personaggi di sinistra e viceversa, quindi credo a Ranucci. Solo che poi faccio il mio mestiere e riesco ad avere i documenti giudiziari, quindi originali, e scopro che è esattamente l’opposto di quello che sostiene Ranucci. Non c’è stata nessuna manipolazione, lui quelle cose le ha scritte davvero».

L’attacco in tv

Giletti dice di averne parlato in trasmissione perché «non potevo rimanere in silenzio. Ho voluto rimarcare l’ipocrisia di chi mi ha mandato un messaggio personale dove negava di aver mai scritto una cosa del genere, ma in realtà lo aveva fatto. Per paradosso avrei preferito che Ranucci mi dicesse che aveva fatto una cazzata oppure che ammettesse: sì, l’ho detto. E la questione si chiudeva lì». E respinge le accuse di aver fatto il gioco di chi è contro Ranucci: «È inaccettabile che si possa anche solo pensarlo. Io sono abituato a sentirmi dire di tutto, del discorso dell’omosessualità non mi importa, ci rido su, ma la questione della lobby non la accetto».

La lobby con Cerno, Signorini e il signor B.

E ancora: «Tra l’altro mi sembra una lobby che fa acqua da tutte le parti. Sono stato l’unico in Rai a fare due puntate su Signorini e sulle accuse che gli ha rivolto Corona, un tema scottante e “ipervietato”». Ranucci dice che lei è al servizio dei Servizi. «Manca solo che mi dia del fascista. La mia domanda è: perché mi ha scritto l’esatto opposto?». Poi spiega: «Ranucci fa riferimento a una storia che ho diffusamente trattato nella mia trasmissione, l’incontro tra Renzi e Mancini. Io ho dimostrato ampiamente che la ricostruzione della professoressa che ha girato quel filmato aveva troppe inesattezze e incongruenze. All’epoca Ranucci si offese molto e mi mandò un messaggio pesantissimo. Credo che tutto nasca da lì, perché ho dimostrato in modo chiaro che la professoressa non raccontava tutta la verità».

Ranucci e gli 007

E accusa: «Se ti occupi di certe inchieste è normale incontrare i protagonisti: questo vuol dire lavorare per i servizi? Io ricordo a Sigfrido che quando un pm chiese all’allora capo dei servizi segreti italiani, alla dottoressa Belloni, quali fossero i loro rapporti con Sigfrido Ranucci, lei rispose: oppongo il segreto di Stato. Quindi ognuno si faccia delle domande e si dia delle risposte».

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