I quadri degli Agnelli? «Cercateli in Svizzera»

Le fiduciarie potrebbero coprire le opere d’arte della famiglia Agnelli. Su questa ipotesi, fa sapere il Fatto Quotidiano, la procura di Torino ha fatto perquisire di nuovo gli uffici di via Giannone 10. Gli atti dell’inchiesta milanese ora sono finiti per competenza a Piazzale Clodio che ha cominciato a indagare, dopo la messa in onda di un servizio di Report, per il reato di esportazione illecita. 16 opere presenti nei vecchi elenchi potrebbero portare alle fiduciarie. Un investigatore svizzero, Andrea Galli, che da anni collabora con Margherita Agnelli, alla fine del 2022 ha redatto una relazione (basata su fonti confidenziali) secondo la quale le 16 opere sarebbero state conservate nel box n. 253 del Punto Franco di Chiasso, una grande struttura elvetica utilizzata per stipare beni di ingente valore in maniera anonima e riservata.
L’informativa
L’informativa di Galli, insieme ad alcune foto, è finita sul tavolo del procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco, che aveva avviato le indagini. Il 7 luglio 2022, in seguito a una rogatoria il box 253 era stato perquisito dalla polizia elvetica. Sentiti anche il titolare della M.Ars SA, Giovanni Gabriele Martino, affittuario del box e figlio del defunto Massimo Martino (un commerciante d’arte di fiducia di Gianni Agnelli), il suo collaboratore Gennaro Martusciello, il direttore del Punto Franco, Antonio Sala, e il dirigente della società di trasporti Mobel Transport, Peter Thomas Lang. Ma il box è risultato vuoto. Il contenuto è stato trasferito nella Cabina 15 del Punto Franco. Anche lì niente opere d’arte.
I quadri
Tra i quadri ci sarebbero opere di Carlo Carrà, Max Ernst, Wassily Kandinsky, Paul Klee e Juan Mirò, oltre ai Balla, de Chirico e Monet ai quali adesso stanno dando la caccia i Carabinieri del nucleo di tutela dei Beni Culturali. I legali di Margherita chiedono una nuova rogatoria in Svizzera.
