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Vittorio Sgarbi assolto, cadono le accuse sul quadro di Manetti: «Macchina del fango contro un innocente»

16 Febbraio 2026 - 17:33 Cecilia Dardana
Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi
Al centro della vicenda il quadro attribuito a Manetti, che secondo l’accusa sarebbe stato rubato nel febbraio 2013 dal castello di Buriasco, in provincia di Torino, per poi riapparire nel 2021 come inedito dell’artista e di proprietà dello stesso Sgarbi. I numerosi servizi sul caso del programma Report e del Fatto quotidiano: il commento dei legali del critico d'arte dopo la sentenza

Vittorio Sgarbi è stato assolto dal tribunale di Reggio Emilia dall’accusa di riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta sul dipinto attribuito a Rutilio Manetti, La cattura di San Pietro. La decisione è arrivata con rito abbreviato: il gup ha pronunciato sentenza di assoluzione con la formula della vecchia insufficienza di prove. La Procura reggiana, guidata dal procuratore Gaetano Calogero Paci, aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione.

L’inchiesta e il caso del dipinto

Il fascicolo era stato aperto inizialmente a Macerata, dove Sgarbi ha il domicilio a San Severino Marche, comune di cui è stato sindaco, per poi essere trasferito a Reggio Emilia. Al centro della vicenda il quadro attribuito a Manetti, che secondo l’accusa sarebbe stato rubato nel febbraio 2013 dal castello di Buriasco, in provincia di Torino, per poi riapparire nel 2021 come inedito dell’artista e di proprietà dello stesso Sgarbi. L’opera era stata esposta a Lucca nella mostra I pittori della luce, curata dal critico d’arte. Determinanti per l’avvio delle indagini erano state anche le dichiarazioni del pittore reggiano Lino Frongia, che aveva riferito agli investigatori, e alle telecamere di Report e del Fatto Quotidiano, di aver aggiunto una fiammella al dipinto su incarico dello stesso Sgarbi. Nel corso del procedimento, l’imputazione si era progressivamente ridotta: i reati di contraffazione di beni culturali e autoriciclaggio di beni culturali erano stati archiviati, lasciando in piedi soltanto l’accusa di riciclaggio, ora caduta con l’assoluzione.

quadro rutilio manetti vittorio sgarbi

I legali: «Macchina del fango contro un innocente»

Dopo la sentenza, i difensori di Sgarbi, il professor Alfonso Furgiuele e l’avvocato Giampaolo Cicconi, hanno diffuso una nota: «Dopo un giudizio regolare, innanzi agli organi giudiziari, il prof. Vittorio Sgarbi è stato assolto, perché il fatto non costituisce reato, anche dall’imputazione residua, dopo l’archiviazione per due reati originariamente contestati, già conseguita all’esito delle indagini preliminari. Ciò dimostra, ancora una volta, come la macchina del fango attivata con gli strumenti mediatici provochi ingiusti, e difficilmente riparabili, danni morali e materiali, per un cittadino innocente».

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