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Giorgia Meloni punta 146mila euro per chiedere a 25mila italiani cosa pensano del referendum sulla giustizia. Contratto firmato con Tecnè

17 Febbraio 2026 - 21:40 Fosca Bincher
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Dopo gli ultimi sondaggi che danno in parità favorevoli e contrari alla riforma è scattato l’allarme a Palazzo Chigi. Che vuole nuovi dati dalla società che fin qui ha dato il Sì in netto vantaggio

Giorgia Meloni ha deciso di puntare 146.400 euro per sondare da qui a fine marzo 25 mila italiani sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. La presidenza del Consiglio ha reso pubblico il contratto firmato dalla società specializzata in ricerche di mercato Tecnè guidata da Carlo Buttaroni con il dipartimento editoria. La decisione è arrivata dopo la preoccupazione sui sondaggi delle ultime settimane che hanno evidenziato il recupero del fronte del No. Tecnè è l’istituto di sondaggi che ha fornito fino ad oggi i responsi più favorevoli al fronte del Sì: nell’ultima rilevazione svolta l’11 e il 12 febbraio i favorevoli alla riforma risultavano per l’istituto guidato da Buttaroni il 56%, mentre i contrari si fermavano al 44%. Tutti gli altri istituti invece danno un sostanziale pareggio fra i due fronti.

Tre diversi sondaggi su tre campioni da qui a fine marzo

Carlo Buttaroni di Tecnè

L’incarico formale a Tecnè prevede «la realizzazione di n. 3 ricerche su un campione di 10.000, 10.000 e 5.000 casi cadauna (i.e. interviste valide) per un totale complessivo di 25.000 interviste, articolato per area geografica: nord-ovest (Valle D’Aosta esclusa) nord-est, centro, sud e isole, rivolta alla popolazione maggiorenne». La presidenza del Consiglio non ha pubblicato le domande previste dalla ricerca, concordate con Tecnè attraverso uno scambio di lettere e preventivi durante la trattativa diretta. Il contratto prevede un pagamento a 30 giorni dalla consegna della ricerca di 120mila euro netti oltre a 26.400 di Iva per un totale appunto di 146.400 euro.

Chiesto un sondaggio anche a Pagnoncelli sulla percezione del merito e della giustizia sociale

La cifra puntata da Palazzo Chigi sul referendum è particolarmente alta, e lo si capisce da un secondo contratto firmato in contemporanea con la Ipsos di Nando Pagnoncelli. In questo caso la richiesta è «per un servizio di ricerca quantitativa su “Percezione del merito e della giustizia sociale in Italia” realizzata su un campione rappresentativo di cittadini residenti in Italia dai 14 anni in su, stratificato per genere, fascia di età, titolo di studio, articolato per area geografica e ampiezza del comune di residenza». Il contratto con Ipsos prevede il pagamento di una fattura a 30 giorni di 48.214,40 euro complessivi. Il compenso in questo caso è di 39.520 euro oltre a 8.694 euro di Iva.

Ansa | Nando Pagnoncelli di Ipsos
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