«Vi spariamo in testa», Bonelli mostra le minacce di morte. L’accusa a Salvini e i post sui social: «Così ci sentiamo bersagli» – Il video
Fa discutere anche in Italia l’omicidio di Quentin Derangue, il giovane militante di estrema destra francese, picchiato a morte a Lione da alcuni esponenti di sinistra, tra cui Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare di un deputato de La France Insoumise. A dare il via alle polemiche è un post pubblicato sui social da Matteo Salvini, in cui si legge: «I sospettati del delitto Quentin ospiti d’onore di Avs a Roma». La notizia è comparsa martedì 17 febbraio sul Giornale ed è stata rilanciata sui social dal leader del Carroccio, che commenta: «Se confermato, sarebbe gravissimo».
Il contrattacco di Bonelli in Aula
A rispondere a Salvini è Angelo Bonelli, co-portavoce di Alleanza Verdi-Sinistra, che in aula ribatte: «Gravissimo leggere di leader di partito che mettono il simbolo di Avs sopra l’immagine dell’efferato omicidio di Quentin». Così, attacca il deputato ecologista, «noi ci sentiamo bersagli. In questi giorni io e Fratoianni abbiamo ricevuto gravissime minacce, tutte denunciate alla polizia». Durante il suo intervento alla Camera, il leader di Avs ha mostrato alcune minacce di morte ricevute in questi giorni: «Questa è una lettera che mi è stata recapitata» con «l’immagine di mia moglie e mia figlia» e «l’indirizzo di casa», «minacce gravissime di morte col machete, mi tagliano la testa». Su un’altra lettera, indirizzata alla sorella di Bonelli, si legge: «Quel lurido maiale di tuo fratello, lo appenderemo a piazza Maggiore a Bologna a testa in giù e gli staccheremo quella testa di merda».
La richiesta a Piantedosi per abbassare i toni
Nel corso del suo intervento, Bonelli ha chiesto un’informativa del ministro degli interni, Matteo Piantedosi, perché «c’è la necessità di sapere quali iniziative intenda adottare per diminuire il livello della tensione politica». L’esponente di Avs ha puntato il dito contro «l’uso improprio del ritorno delle brigate rosse», citato più volte da esponenti della maggioranza, e ha aggiunto: «Sentire Piantedosi definirci complici degli scontri avvenuti a Torino, trasformandoci in bersagli, non è un modo di procedere». Infine, un appello ai più giovani: «Non cadete nella trappola della violenza, scendete in piazza pacificamente perché la non violenza è uno strumento rivoluzionario che disarma le menti e impedisce a chi ha una strategia di criminalizzare il dissenso e mettervi all’angolo».
Foto copertina: ANSA/Fabio Cimaglia | Il deputato Angelo Bonelli, leader di Avs
