Pusher ucciso a Rogoredo, 4 poliziotti indagati per favoreggiamento e ritardo nei soccorsi

Quattro poliziotti sono indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso nell’inchiesta della procura di Milano per fare luce sulla morte di Abderrahim Mansouri, il presunto pusher ucciso lo scorso 26 gennaio nel «boschetto» di Rogoredo durante un controllo antidroga. Per la stessa vicenda è indagato per omicidio volontario un altro poliziotto, l’assistente capo Carmelo Cinturrino, che ha sparato al 28enne marocchino e lo ha ucciso.
Verso nuovi interrogatori
I quattro nuovi indagati hanno ricevuto gli inviti a comparire e saranno interrogati nei prossimi giorni.
La scelta della procura, scrive il Corriere, è legata alle dichiarazioni dei testimoni e alle immagini delle telecamere presenti nell’area di spacci. Le nuove contestazioni, in particolare, sono scaturite al termine degli accertamenti portati avanti in queste settimane nell’inchiesta della squadra mobile e della polizia scientifica, che ha raccolto testimonianze, analizzato le riprese video e ricostruito la dinamica dello sparo.
Le incongruenze nella ricostruzione dei fatti
Dei quattro nuovi agenti finiti nel registro degli indagati, uno si trovava accanto a Cinturrino, il poliziotto che ha sparato, e ha confermato la ricostruzione dei fatti di quest’ultimo. Gli altri tre sarebbero stati più distanti dalla zona in cui è avvenuta la sparatoria, mentre altri due poliziotti presenti durante il blitz antidroga non risultano indagati. Cinturrino ha sempre sostenuto di aver sparato dopo che Mansouri avrebbe estratto dalla tasca una pistola (rivelatasi poi a salve), ma gli elementi raccolti finora dagli inquirenti non hanno avvalorato in pieno né la versione della legittima difesa del poliziotto, né quella dell’omicidio volontario. Ciò che è emerso, piuttosto, è un presunto ritardo nel chiamare i soccorsi. Da qui, dunque, la decisione di iscrivere anche gli altri agenti nel registro degli indagati.
Foto copertina: ANSA/Andrea Canali | Il punto del boschetto accanto al terminal della metropolitana di San Donato, dove il 26 gennaio un poliziotto ha ucciso Abhderraim Mansouri, 28 anni
