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Martine Diop Bullo, reginetta del Carnevale di Venezia e gli insulti per il colore della sua pelle

19 Febbraio 2026 - 21:35 Alba Romano
Martine Diop Bullo
Martine Diop Bullo
La giovane 18enne ha ricevuto commenti razzisti sul profilo social del comune (che li ha fatti cancellare). Nata a Mestre spiega: «Non tutti sanno reagire come me. Ci sono persone fragili»

Martine Diop Bullo, 18 anni, è stata scelta come «Maria» del Carnevale di Venezia. Non avrebbe pensato però nel 2026 di ricevere insulti per via del colore della sua pelle. Quando i social del Comune hanno rilanciato la tradizionale notizia sono comparse offese e commenti razzisti. Tanti, «andiamo avanti con la distruzione delle tradizioni per forzare l’inclusione», oppure «proprio veneta al 100%!» e anche «Se mi metto dell’autoabbronzante, eleggete anche me?». Martine ha mamma veneziana e papà senegalese. Il Comune ha provveduto a cancellare gli insulti e la presidente Linda Damiano e l’assessore al sociale Simone Venturini incontreranno la giovane lunedì per portarle la solidarietà della città. «Ci sono rimasta male per forza, erano commenti molto violenti. Però non ci voglio pensare. Ne ho avuti talmente tanti di belli che mi voglio focalizzare solo su quelli – ha detto Martine in un colloquio con Maria Grazia Bortolato, presidente della “Festa delle Marie” – so chi sono, so da dove vengo. Non ho mai subito bullismo, né scuola e nemmeno nella società e non mi importa di subirlo nei social».

L’associazione “Festa delle Marie”: «È avvilente fin dove possa arrivare la cattiveria umana»

A scoprire la violenza sui social è stata, secondo quanto ricostruisce il Corriere della Sera, la nonna della ragazza. Voleva cercare gli articoli sulla sua nipotina e ha letto i commenti. «Per me che sono presidente dell’associazione è stato un rammarico terribile anche nei confronti della sua famiglia – ha detto Bortolato al Corriere – quella delle Marie è una rievocazione storica, che porta gioia a tutti nel Carnevale. È avvilente fin dove possa arrivare la cattiveria umana. Martine è una ragazza stupenda e in queste ore avrebbe dovuto solo essere felice. I giudici l’hanno votata per la sua bellezza, per la sua maturità e anche per come ha saputo relazionarsi con le altre persone in questi giorni. Quando l’ho chiamata le ho detto che siamo superiori a tutto questo. E che lei si meriti la vittoria è sotto gli occhi di tutti: è intelligente, empatica, solare e forte. Ha tutte le qualità giuste. Avevo conosciuto anche sua mamma nei giorni del concorso. Posso solo immaginare come ci siano rimasti male i suoi genitori. Nessuno merita un trattamento di questo tipo. E se proprio vogliamo entrare nel merito, non è neanche la prima ragazza di colore che è stata eletta “Maria” a Venezia, era già accaduto nel 2006».

Martine: «Non tutti sanno reagire come me. Ci sono persone fragili»

«Sono veneziana e adoro Venezia. Ho fatto danza, faccio la dogsitter. In famiglia adoriamo il Carnevale veneziano, sono stata io ad iscrivermi di mia spontanea volontà. Sono nata a Mestre, ho sempre vissuto a Mestre ma ho viaggiato molto – ha poi dichiarato al quotidiano la 18enne – Nella vita cerco di portare solarità nelle cose ma molto rammaricata mi preoccupa che queste cose accadano ancora nel 2026, in un mondo in cui queste differenze non dovrebbero esistere più. Non tutti sanno reagire come me. Ci sono persone fragili che subirebbero la violenza senza riuscire a farla scivolare giù dalle spalle e portandone le conseguenze. Non è il mio caso. Ma polemiche di questo tipo nel 2026 non hanno senso di esistere».

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