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ECONOMIA & LAVOROPagamenti elettronici

Rivoluzione Pos, addio alle ricevute cartacee. Ecco da quando non serve più conservare lo scontrino e cosa cambia

19 Febbraio 2026 - 18:40 Ugo Milano
pos addio ricevute cartacee
pos addio ricevute cartacee
Cosa c'è da sapere sulla svolta contenuta nel decreto Pnrr approvato dal Cdm

È la fine di un’era fatta di carta termica destinata a sbiadire. Dal prossimo mese di marzo, conservare le ricevute dei pagamenti effettuati tramite Pos non sarà più un obbligo. La svolta, contenuta nell’articolo 8 del decreto Pnrr approvato dal Consiglio dei ministri, segna un passo decisivo verso la completa digitalizzazione del rapporto tra fisco, commercianti e cittadini. Fino ad oggi, la legge imponeva la conservazione delle ricevute cartacee per dieci anni a fini di verifica contabile. Con la nuova norma, questo onere viene eliminato. Per dimostrare l’avvenuto pagamento elettronico saranno sufficienti i tracciati digitali inviati direttamente dalle banche o dagli intermediari finanziari. L’operatività scatterà nei primi giorni di marzo, quando l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile, nella propria area riservata, il sistema di abbinamento digitale tra i terminali Pos e i registratori di cassa. Una semplificazione che promette di alleggerire drasticamente la gestione burocratica di migliaia di esercizi commerciali.

Detrazioni e 730: basta lo scontrino

Per i cittadini che utilizzano le ricevute per le detrazioni fiscali nel modello 730 (come le spese mediche o veterinarie), la procedura si semplifica. Lo scontrino fiscale sarà l’unico documento da conservare. Le ricevute del bancomat, spesso illeggibili dopo pochi mesi, diventano dunque ufficialmente superflue.

Semplificazione totale per PagoPA

La rivoluzione digitale tocca anche i rapporti con lo Stato. Il decreto stabilisce che non sarà più obbligatorio conservare la versione cartacea delle ricevute per i pagamenti effettuati verso la Pubblica Amministrazione tramite pagoPA. D’ora in avanti, spetterà agli uffici pubblici verificare l’avvenuto saldo consultando direttamente i propri flussi informatici o la piattaforma nazionale. E la norma è perentoria perché l’amministrazione non potrà più richiedere al cittadino l’esibizione della ricevuta, nemmeno a fini fiscali o di detrazione.

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