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Riarmo europeo? Sì, ma comprando dagli Usa. Trump minaccia l’Ue: «Niente buy european o reagiremo»

20 Febbraio 2026 - 10:54 Gianluca Brambilla
riarmo ue buy european minacce usa
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Il piano della Commissione europea punta a offrire una corsia preferenziale alle aziende europee della Difesa negli appalti. E il Pentagono va in pressing per spingere Bruxelles a ripensarci

Ben venga il riarmo europeo, ma a una condizione ben precisa: l’Unione europea deve continuare ad acquistare armi prevalentemente dagli Stati Uniti. Ha un sapore neanche troppo velato di minaccia il contributo del governo americano alla consultazione pubblica della Commissione europea sulla revisione delle regole sugli appalti. In un contributo consultabile liberamente sul sito dell’esecutivo comunitario, il dipartimento della Difesa americano definisce «sbagliata» un’eventuale linea protezionista. E mette in guardia Bruxelles dall’introduzione della clausola «Buy European». Che garantirebbe una corsia preferenziale ai fornitori del Vecchio Continente negli appalti per la difesa.

Il pressing del Pentagono contro le riforme Ue sugli appalti

«Gli Stati Uniti – si legge nella dichiarazione del Pentagono – sostengono pienamente il riarmo europeo e la rivitalizzazione della base industriale della difesa europea. Tuttavia, questi sforzi non devono indebolire la base industriale della difesa transatlantica, mettere a repentaglio la nostra capacità collettiva di fornire equipaggiamenti o mettere a rischio i benefici economici condivisi». Insomma, Washington è ben contenta del fatto che l’Europa abbia deciso di investire in modo massiccio sul comparto militare. Ma teme che la strada imboccata da Bruxelles farà perdere soldi alle aziende americane che operano nel settore. E che oggi riforniscono buona parte dei Paesi europei.

Washington minaccia ritorsioni

E così, gli Stati Uniti provano a correggere la rotta delle politiche europee, in particolare per quanto riguarda la revisione delle regole sugli appalti. Secondo Washington, una preferenza europea nelle forniture di armi «comprometterebbe il riarmo europeo e indebolirebbe l’interoperabilità e la prontezza della Nato». Secondo il Pentagono, inoltre, la misura sarebbe «in contrasto» con l’accordo Ue-Usa sui dazi – ancora non ratificato dal Parlamento europeo – e con il principio in base al quale «la difesa rimane principalmente una competenza nazionale», e non europea. Qualora Bruxelles dovesse tirare dritto per la sua strada, avverte ancora il dipartimento di Difesa, gli Stati Uniti potrebbero rivedere le deroghe del loro ‘Buy American’. Chiudendo a loro volta alle aziende europee l’accesso agevolato ad alcune gare sul territorio Usa.

In cosa consiste la clausola «Buy European»

La presa di posizione dell’amministrazione Trump arriva a pochi giorni dalla presentazione del piano complessivo Ue per l’industria, attesa il 26 febbraio, che con ogni probabilità conterrà clausole «Buy European» per gli appalti nei settori strategici, come la difesa o le clean tech. Di fatto, questa novità prevede di dare preferenza, nelle gare d’appalto pubbliche, alle aziende europee o a quelle che producono all’interno dell’Ue. Penalizzando gli offerenti extra-Ue. Una prima sperimentazione in tal senso è già partita con i criteri di contenuto minimo europeo introdotti nel programma Safe da 150 miliardi e nel prestito da 90 miliardi destinato all’Ucraina. In entrambi i casi almeno il 65% del valore degli equipaggiamenti deve provenire dall’Europa.

Le contraddizioni dell’amministrazione Trump sul riarmo europeo

I duri commenti del Pentagono sulla revisione delle regole europee sugli appalti mettono in luce tutte le contraddizioni dell’approccio con cui Donald Trump e la sua amministrazione interagiscono con gli alleati europei. Fin dal suo insediamento, il presidente americano ha insistito affinché l’Europa diventasse più indipendente da Washington sotto il profilo militare. Ventilando anche l’ipotesi di chiudere alcune basi attive nel Vecchio Continente.

Le tensioni sui dazi, sulla Groenlandia e sui complessi negoziati per la guerra in Ucraina hanno convinto Bruxelles ad aumentare drasticamente le spese per la Difesa e presentare un maxi-piano di riarmo. Uno sforzo che, almeno sulla carta, si muove esattamente nella direzione suggerita da Washington. Ma ora che i piani europei cominciano ad assumere contorni più chiari, gli Stati Uniti temono che il riarmo del Vecchio Continente avverrà a spese delle aziende di difesa americane.

Foto copertina: EPA/Jim Lo Scalzo | La vicepresidente della Commissione europea, Teresa Ribera

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