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Il debutto di Chanel Totti in tv: «A Pechino Express siamo “i raccomandati”»

21 Febbraio 2026 - 07:57 Alba Romano
chanel totti pechino epress
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La figlia di Francesco e Ilary: «Con Pechino è nato tutto come un gioco, con Filippo che mi ha trascinata. Abbiamo fatto il provino per curiosità»

Chanel Totti è la figlia di Ilary Blasi e Francesco Totti. Ha 19 anni e non ha mai parlato con i media. Ma dal 12 marzo sarà tra Indonesia, Cina e Giappone. In coppia con Filippo Laurino, suo amico nonché figlio dell’agente della mamma. È infatti tra i concorrenti della nuova edizione di Pechino Express. «Non pensavo avrei mai partecipato a qualsiasi programma, almeno a questa età. Con Pechino è nato tutto come un gioco, con Filippo che mi ha trascinata. Abbiamo fatto il provino per curiosità». E spiega: «Avendo mamma che lavora in tv, un po’ so come funziona. Pechino è uno show diverso, l’unico che avrei fatto».

Chanel Totti a Pechino Express

«Sto studiando comunicazione, faccio l’università. Essendo ancora piccola, non ho le idee chiare», aggiunge. Sui genitori famosi: «Ormai, a diciotto anni, mi sono abituata. Cerco di non darci peso, ma è vero che essendo “figlia di” sei etichettata, quindi non è semplice. C’è anche chi ti avvicina perché pensa di poterti “sfruttare”. Ora riesco a distinguere le persone, ho la mia piccola cerchia, gli amici di sempre. Mi sento una persona normalissima: per me mamma è mamma e papà è papà…». Di lei si dice che sia molto riservata: «Non pubblico mai la mia vita privata. Non mi espongo e mi stupisco quando, per strada, la gente mi guarda con curiosità… qualcuno mi fa foto di nascosto. Mi chiedo il perché: un conto sono mia madre e mio padre, ma io?».

Mamma e papà

E dopo il debutto in tv le cose sicuramente peggioreranno: «Sì, ma ne è valsa la pena visto il viaggio. Ho faticato tanto soltanto per il cibo. Il telefono non mi è mancato per niente e non me l’aspettavo. La mia famiglia mi è mancata, ma sapevo che non li sentivo perché stavo vivendo un’esperienza. Mi è mancata solo la mia sorellina: è la più piccolina e verso di lei ho un senso di protezione. Mio padre e mia madre se la possono cavare…». Nel gioco lei e il suo amico si sono chiamati “I raccomandati”: «Ci rappresenta, abbiamo usato l’autoironia. Pensavamo: se non ce lo diciamo da soli, ce lo diranno gli altri. Mi prendo in giro, ma non mi interessa quello che pensa la gente, non c’è bisogno di dimostrare niente a nessuno».

Raccomandata?

Però lei non si sente tanto raccomandata: «Fino a un certo punto. I miei non mi hanno mai spianato la strada». Somiglia di più «di carattere a mamma. Io sono più rompiscatole ma come lei, se devo dire qualcosa, non mi tengo un cecio in bocca. Papà è di meno parole». E sul divorzio: «Non siamo né la prima né saremo l’ultima famiglia che vive questa cosa. Succede. Però è ovvio che essendo una famiglia sotto i riflettori non è stato facile, soprattutto per me e mio fratello, visto che siamo riusciti a preservare la mia sorellina. Solo noi sappiamo come sono andate le cose, ma non è stato facile. La gente parla, specie sui social, ma dietro quei telefoni c’eravamo noi: in casi come questi ci vanno a rimettere i figli, oltre che i genitori». E conclude: «In quei momenti i figli devono stare vicino ai genitori, nonostante tutto. Non non dando importanza a persone terze o a chi vuole fare polemica. C’eravamo solo noi».