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Padre Tortorella, che ha accompagnato i genitori di Domenico fino alla fine: «È morto tra le lacrime dei genitori. È una triste storia, una storia brutta»

21 Febbraio 2026 - 12:36 Alba Romano
genitori domenico
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Il prete: «Patrizia e suo marito non hanno mai avuto l'ardire di polemizzare. Sono stati sempre di una grande dignità, anche perché i medici che oggi vengono messi in discussione sono gli stessi che in precedenza l'avevano salvato»

«È morto tra le lacrime dei genitori, dei padrini di battesimo e dei medici che gli erano accanto. È stato un momento molto duro». Queste le parole all’agenzia Sir di Alfredo Tortorella, cappellano dell’ospedale Monaldi di Napoli, ha accompagnato la famiglia del piccolo Domenico fino all’ultimo respiro. «Stamattina – racconta il cappellano al Sir – ero con la mamma del bambino dalle 7.45, al suo capezzale, perché nella notte mi era giunto il sentore che si fosse aggravato. Ho avvisato l’arcivescovo Battaglia, il quale ha procrastinato i suoi appuntamenti per venire. Nel giro di mezz’ora è arrivato dalla curia. Siamo rimasti lì tutto il tempo, fino a quando il bambino non è spirato, accanto alla madre. È entrato anche il papà ed è stato presente nel momento finale». Padre Tortorella sottolinea: «Una storia tragica, che ha sconvolto non solo la famiglia ma l’intero Paese. È una triste storia, una storia brutta».

«Patrizia è una donna molto forte»

Su chi ha accusato il sistema di volere un presunto accanimento terapeutico, il camilliano ha replicato: «Io vivo all’interno del Monaldi tutti i giorni. Ho colto dall’esterno uno sfogo, sentenze di ogni tipo. Per chi sta dentro la prospettiva è diversa. C’è una legge del 2017 che regola questi aspetti e non si può fare eutanasia. Non si può parlare di accanimento terapeutico quando non c’è, perché non è etico né morale». E infine: «Patrizia è una donna molto forte. Ha ripetuto più volte: ‘Voglio che mio figlio non sia dimenticato’. Stamattina, prima che arrivasse l’arcivescovo, le ho detto: ‘Noi non ci dimenticheremo di Domenico, ma non ci dimenticheremo neanche di te, perché hai dato un esempio di forza, di fortezza e di maternità. Tu sei mamma al cento per cento’. Lei e suo marito non hanno mai avuto l’ardire di polemizzare. Sono stati sempre di una grande dignità, anche perché i medici che oggi vengono messi in discussione sono gli stessi che in precedenza l’avevano salvato». «Patrizia e Antonio sono persone giuste, che sanno realmente come sono andate le cose. Purtroppo gli errori ci sono, noi commettiamo errori. Molti di questi, a volte, sono fatali. E ne paghiamo lo scotto tutti quanti. Ma c’è un iter terapeutico e medico portato avanti in due anni e mezzo. Tutto questo va riconosciuto», ha dichiarato Tortorella. «Bisogna risorgere. Come comunità, come Chiesa. La testimonianza di questa madre, il suo desiderio che Domenico non venga dimenticato, è già un seme di speranza», ha concluso il sacerdote.

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