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Ciro Caliendo arrestato: «Ha ucciso la moglie e inscenato un incidente»

23 Febbraio 2026 - 07:21 Alba Romano
ciro caliendo lucia salcone
ciro caliendo lucia salcone
L'imprenditore vitivinicolo è sospettato anche di aver preparato un ordigno per un attentato a Napoli

La Polizia stradale di San Severo e la Squadra mobile di Foggia hanno arrestato Ciro Caliendo, il 48enne accusato dell’omicidio volontario premeditato della moglie. La 47enne Lucia Salcone è morta il 27 settembre 2024 in quello che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato un incidente stradale simulato. Il sinistro avvenne lungo la provinciale 13 nelle campagne di San Severo, città di residenza dei coniugi. L’auto su cui Salcone viaggiava insieme al marito era andata a fuoco e il corpo della donna fu ritrovato carbonizzato. Il 48enne, indagato per l’omicidio già dalle settimane successive all’incidente, da stamattina 23 febbraio è in carcere.

L’arresto

L’imprenditore vitivinicolo è anche sospettato del tentato omicidio di un ufficiale della Guardia di Finanza, avvenuto il 21 marzo 2023 a Bacoli (Napoli), al quale è stata fatta esplodere una bomba in auto. A commissionare l’attentato ai danni del finanziere sarebbe stata, secondo quanto emerso dalle indagini dei militari, l’ex compagna. A causa di una controversia sorta nell’ambito dell’affidamento del figlio della coppia. Secondo l’accusa Caliendo ha realizzato l’ordigno e fornito il telecomando utilizzato da uno degli altri indagati per far esplodere la bomba artigianale. Per l’esecutore materiale del tentato omicidio il pm De Marco ha chiesto una condanna a dieci anni di carcere.

L’indagine

Caliendo aveva ustioni a braccia e mani dopo l’incidente costato la vita alla moglie. La coppia era stata a cena e poi era passata nei campi di loro proprietà sulla provinciale 13 San Severo-Castelnuovo. L’avvocato di Caliendo ha sottolineato che non ci sono denunce di maltrattamenti nei confronti della moglie. «So che i figli della coppia sono molto vicini al padre in un momento di grande dolore, non solo per la perdita della mamma, ma anche per la tragedia che ha colpito anche il proprio padre. Mi rivolgo a coloro che scrivono sui social commenti selvaggi e poco rispettosi non solo dell’indagato ma soprattutto dei figli ad avere rispetto umano e cristiano del dolore altrui».

La versione del marito

Le indagini hanno ricostruito le fasi antecedenti e preparatorie del delitto, i momenti successivi e le possibili motivazioni che avrebbero indotto l’indagato a commettere l’omicidio premeditato. Da individuarsi, principalmente, – spiegano gli investigatori – nell’intreccio tra il movente passionale e quello economico. Secondo l’accusa, «quanto accaduto non sarebbe stato occasionale ma frutto di una perdurante determinazione a commettere il delitto senza ripensamenti e senza soluzione di continuità». Caliendo, conducente del veicolo e sopravvissuto al sinistro, disse che la moglie era deceduta a causa dell’incidente stradale che sarebbe avvenuto a seguito dell’urto del loro veicolo con un altro proveniente dal senso opposto di marcia.

La dinamica

Questo impatto avrebbe provocato la fuoriuscita dell’autovettura dal manto stradale e il conseguente impatto con un albero, che avrebbe poi determinato la momentanea perdita di coscienza dei coniugi e l’incendio dell’auto, dalle cui fiamme veniva interessato subito l’abitacolo estendendosi agli abiti della donna, rimasta intrappolata all’interno. La ricostruzione della dinamica fornita dall’uomo destò subito sospetti negli investigatoti e, già pochi giorni dopo, l’uomo vide mutare il titolo di reato nei suoi confronti da omicidio stradale a omicidio volontario. Le indagini, attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, attività informativa e tecnica, con il coinvolgimento anche di consulenti tecnici esperti, hanno fatto poi emergere le «palesi incongruenze tra lo stato dei luoghi e quanto dichiarato dall’uomo».

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