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Shopping a scrocco alla stazione Termini: 21 tra poliziotti e carabinieri indagati per i furti alla Coin. Così la cassiera complice li aiutava nelle ruberie

24 Febbraio 2026 - 16:31 Cecilia Dardana
furti stazione roma termini
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L’inchiesta scoperchia un sistema di furti sistematici che conta 44 indagati in tutto. Tra le corsie dello store di via Giolitti le divise facevano la spesa gratis. Ammanco record da 184 mila euro

Un vero e proprio sistema di shopping illegale all’interno della stazione Termini, dove la legge avrebbe dovuto essere difesa e non violata. È quanto emerge dall’inchiesta del pm Stefano Opilio che vede coinvolti 21 appartenenti alle forze dell’ordine, tra cui nove poliziotti e dodici carabinieri, accusati di furto aggravato ai danni del punto vendita Coin di via Giolitti. In totale, gli indagati sono 44: oltre ai militari, figurano dipendenti di altri negozi dello scalo ferroviario, tutti accomunati dallo stesso modus operandi. Nessun colpo eclatante che potesse attirare l’attenzione immediata della sicurezza, ma una serie di micro-sottrazioni quotidiane.

L’ammanco di 184mila euro

A far scattare le indagini è stato un dato contabile impossibile da ignorare: un ammanco di 184 mila euro registrato nell’inventario del 2024. Una voragine pari al 10,8% del fatturato, una cifra enorme se confrontata con la media fisiologica del 2-3% di altri punti vendita. Per vederci chiaro, è stata incaricata una società investigativa privata che ha piazzato telecamere ovunque, svelando la routine delle sottrazioni.

Come avvenivano i furti e chi sono gli indagati

Il cuore del sistema era una cassiera della Coin che selezionava la merce tra borse, cosmetici, profumi e abbigliamento, rimuoveva le placche antitaccheggio e nascondeva i prodotti in un armadio vicino alla sua postazione. Le buste venivano poi consegnate pronte non appena i complici si presentavano in negozio. Il coinvolgimento delle divise è ampio e tocca diversi gradi della gerarchia. Tra i nove agenti di polizia figurano un primo dirigente della Polfer, due commissari, un ispettore e vari assistenti e sovrintendenti. Per quanto riguarda l’Arma dei Carabinieri, gli indagati sono dodici, tra cui un brigadiere, diversi vice brigadieri e infine appuntati scelti in servizio allo scalo. Sebbene la maggior parte dei militari sia accusata di aver colpito solo una o due volte, la somma dei piccoli furti ha creato un danno enorme, con ben 90 episodi documentati in soli tre o quattro mesi.

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