I terroristi e le accuse reciproche: cosa c’è dietro la guerra tra Afghanistan e Pakistan

133 talebani uccisi e 200 feriti secondo il Pakistan. Nessuno secondo l’Afghanistan, che invece dice di aver ucciso 55 soldati di Islamabad. La guerra tra Pakistan e Afghanistan va avanti tra spari, false notizie e bombardamenti nei pressi del valico di frontiera chiave di Torkham. Secondo giornalisti dell’agenzia France Presse che si trovano sul posto si sono uditi bombardamenti in arrivo dal lato afghano del confine intorno alle 9:30 ora locale (le 7 in Italia), prima che gli scontri transfrontalieri riprendessero, mentre si udivano colpi d’arma da fuoco in lontananza.
Il valico di Torkham
Il valico di Torkham è rimasto aperto agli afghani che tornavano in massa dal Pakistan, nonostante il confine terrestre sia stato in gran parte chiuso dopo gli scontri tra i paesi confinanti di ottobre. Il campo di Omari che ospita i rimpatriati vicino al valico è stato colpito durante la notte, costringendo le persone a fuggire. «Bambini, donne e anziani correvano», ha detto Gander Khan, un rimpatriato di 65 anni, in piedi davanti a file di tende riferendo del ferimento di tre donne. Le forze afghane hanno lanciato un’offensiva al confine contro le truppe pakistane ieri sera, in quella che i talebani hanno definito una rappresaglia per gli attacchi aerei pakistani di giorni prima. Lo scoppio dei combattimenti transfrontalieri è stato seguito da attacchi aerei del Pakistan sulla capitale afghana Kabul e sulla città chiave di Kandahar.
La guerra
Il governo pakistano ha dichiarato venerdì «guerra aperta» ai talebani dopo un’offensiva afghana lanciata il giorno precedente al confine, che ha portato Islamabad a bombardare Kabul per rappresaglia. Il Pakistan ha colpito diversi siti afghani durante la notte, tra cui le principali città di Kabul e Kandahar. Una «risposta appropriata», secondo il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi, all’attacco afghano del giorno precedente. «La nostra pazienza è esaurita. Ora è guerra aperta tra noi e voi», ha dichiarato il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif, secondo il resoconto ufficiale del governo. «Le nostre truppe hanno tutte le capacità necessarie per schiacciare qualsiasi ambizione aggressiva», ha aggiunto il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, secondo il resoconto ufficiale del suo governo.
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Le relazioni
I giornalisti dell’Afp a Kabul hanno udito diverse forti esplosioni e aerei da combattimento dalle prime ore di venerdì mattina fino all’alba. A Kandahar, dove risiede il leader supremo talebano Hibatullah Akhundzada, un altro giornalista ha riferito di aver udito anche il rumore di aerei. Le relazioni tra il Pakistan, potenza nucleare, e l’Afghanistan, governato dai talebani dal 2021, si sono deteriorate drasticamente negli ultimi mesi. I valichi di frontiera sono stati in gran parte chiusi dopo i precedenti combattimenti di ottobre, che hanno causato oltre 70 morti da entrambe le parti. Giovedì 26 febbraio l’esercito afghano ha annunciato attacchi massicci al confine in risposta ai raid aerei pakistani dello scorso fine settimana. Islamabad aveva poi affermato di aver preso di mira campi “terroristici” e ucciso più di 80 persone, secondo una fonte di sicurezza.
Botta e risposta
In risposta, il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha affermato che le forze afghane avevano catturato 15 avamposti pakistani giovedì e ucciso «decine» di soldati. Il governo talebano ha confermato gli attacchi pakistani di venerdì, che, secondo Mujahid, non hanno causato vittime. Il ministro dell’Informazione pakistano Attaullah Tarar ha specificato che gli attacchi hanno preso di mira «posizioni di difesa dei talebani afghani» a Kabul, Kandahar e nella provincia di confine orientale di Paktia. L’attacco delle forze afghane segue gli attacchi aerei pakistani dello scorso fine settimana nelle province di Nangarhar e Paktika, presentati da Islamabad come una risposta agli attentati suicidi in Pakistan.
L’Onu
Secondo la missione ONU in Afghanistan questi bombardamenti, i più pesanti da ottobre, hanno ucciso almeno 13 civili, mentre il governo talebano ha dichiarato almeno 18 morti. Alleati di lunga data, Pakistan e Afghanistan si sono scontrati sporadicamente da quando i leader talebani hanno preso il controllo di Kabul nell’agosto 2021. Islamabad accusa le autorità afghane di ospitare militanti armati che lanciano attacchi sul territorio pakistano, un’accusa che Kabul nega. La maggior parte degli attacchi è stata rivendicata dai Talebani pakistani (TTP).
Da ottobre, i valichi di frontiera tra i due Paesi sono aperti solo agli afghani che desiderano tornare a casa. Una breve tregua concordata il 19 ottobre, dopo la mediazione di Qatar e Turchia, è stata dichiarata nulla e priva di effetto nove giorni dopo dal Pakistan, che ha accusato l’Afghanistan di aver orchestrato gli attacchi dei talebani pakistani (TTP). I successivi cicli di negoziati non sono riusciti a disinnescare il conflitto, sebbene l’intervento dell’Arabia Saudita abbia facilitato il rilascio di tre soldati pakistani catturati dagli afghani a ottobre.
La causa
L’agenzia di stampa Reuters spiega che nel 2021 il Pakistan aveva accolto con favore il ritorno al potere dei Talebani. Dopo sono iniziati i problemi. Islamabad afferma che la leadership del gruppo militante Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) e molti dei suoi combattenti hanno base in Afghanistan e che anche gli insorti armati che cercano l’indipendenza per la provincia sud-occidentale del Pakistan del Belucistan usano l’Afghanistan come rifugio sicuro. L’anno dopo sono aumentati gli attacchi del TTP. Kabul ha sempre negato di aver permesso ai terroristi di usare il territorio afghano. Mentre accusano Islamabad di ospitare combattenti dello Stato Islamico.
Gli ultimi scontri
Il giorno prima degli attacchi dello scorso fine settimana, fonti di sicurezza pakistane hanno affermato di avere «prove inconfutabili» che i militanti in Afghanistan fossero dietro una recente ondata di attacchi e attentati suicidi che hanno preso di mira l’esercito e la polizia pakistani. Le fonti hanno elencato sette attacchi pianificati o riusciti da parte dei militanti dalla fine del 2024, che hanno affermato essere collegati all’Afghanistan. Un attacco della scorsa settimana, che ha ucciso 11 membri delle forze di sicurezza e due civili nel distretto di Bajaur, è stato compiuto da un cittadino afghano, secondo fonti di sicurezza pakistane. L’attacco è stato rivendicato dal TTP.
Chi sono i talebani del TTP
Il TTP è stato formato nel 2007 da diversi gruppi militanti attivi nel Pakistan nord-occidentale. È comunemente noto come Talebani Pakistani. Il gruppo ha attaccato mercati, moschee, aeroporti, basi militari, stazioni di polizia e ha anche conquistato territorio, principalmente lungo il confine con l’Afghanistan, ma anche in profondità nel Pakistan, inclusa la valle dello Swat. Il gruppo è stato dietro l’attacco del 2012 all’allora studentessa Malala Yousafzai, che due anni dopo ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace. Il TTP ha anche combattuto a fianco dei talebani afghani contro le forze guidate dagli Stati Uniti in Afghanistan e ha ospitato combattenti afghani in Pakistan. Il Pakistan ha lanciato operazioni militari contro il TTP sul proprio territorio con scarso successo, sebbene un’offensiva conclusasi nel 2016 abbia ridotto drasticamente gli attacchi fino a pochi anni fa.
Cosa succederà
Secondo gli analisti, è probabile che il Pakistan intensifichi la sua campagna militare, mentre la rappresaglia di Kabul potrebbe concretizzarsi in raid contro i posti di frontiera e in ulteriori attacchi di guerriglia transfrontalieri contro le forze di sicurezza. Sulla carta, c’è un ampio divario tra le capacità militari delle due parti. Con 172.000 effettivi, i talebani hanno meno di un terzo del personale pakistano. I talebani possiedono almeno sei aerei e 23 elicotteri, ma le loro condizioni sono sconosciute, e non dispongono di jet da combattimento o di un’aeronautica militare effettiva. Le forze armate pakistane contano oltre 600.000 effettivi attivi, più di 6.000 veicoli corazzati da combattimento e più di 400 aerei da combattimento, secondo i dati del 2025 dell’International Institute for Strategic Studies. Il paese è anche dotato di armi nucleari.
