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Israele e Usa, «attacco preventivo» all’Iran. Trump: «Non avranno mai il nucleare»

28 Febbraio 2026 - 07:33 Alessandro D’Amato
iran attacco israele 28 febbraio teheran
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L'annuncio di Katz. Due colonne di fumo nero a Teheran. L'agenzia Isna: la zona del Pasteur e il palazzo presidenziale in centro sotto attacco. La fase iniziale «durerà quattro giorni»

Due colonne di fumo nero si vedono nel cielo della capitale iraniana Teheran. Lo riferisce l’agenzia Afp. «Lo Stato di Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce per lo Stato di Israele», ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, come riporta il Times of Israel. Sabato 28 febbraio i giornalisti dell’Afp hanno segnalato due colonne di fumo denso in due diversi quartieri di Teheran, dopo un rimbombo la cui origine non è stata immediatamente chiara. L’agenzia di stampa Isna ha riferito che una delle colonne si stava alzando nei pressi del quartiere Pasteur, che ospita la residenza della Guida Suprema Ali Kahmenei e il palazzo presidenziale, situato nel centro di Teheran.

L’attacco congiunto Israele-Usa

Khamenei non sarebbe a Teheran ma in una località segreta. Secondo Channel 12 si tratterebbe di un’azione congiunta con gli Usa. La circostanza è confermata dal Wall Street Journal e dalla Reuters, che citano come fonte l’esercito israeliano. Uno degli obiettivi dell’attacco sarebbe proprio una struttura della presidenza iraniana. L’agenzia iraniana Mehr parla di raid lungo Jomhouri Street a Teheran. Secondo l’Associated Press almeno uno degli attacchi a Teheran ha preso di mira un’area in cui si trovano gli uffici di Khamenei. Lo spazio aereo dell’Iran è stato chiuso. La notizia del coinvolgimento Usa è stata confermata da fonti militari all’agenzia Reuters. Un’altra fonte ha detto alla Cnn che ci sono raid in corso «e non sono di piccola entità».

Le esplosioni

Dall’Iran arrivano notizie di esplosioni a Isfahan, Qom, Karaj e Kermanshah. Secondo il New York Times l’attacco corso contro l’Iran sarà più esteso rispetto ai raid di giugno contro gli impianti nucleari iraniani. Teheran si starebbe preparando per la rappresaglia. Secondo ufficiali iraniani citati da Reuters sarà «schiacciante». Un funzionario americano ha riferito all’emittente Al Jazeera che i raid contro l’Iran sono stati condotti nel quadro di un’operazione militare congiunta di Israele e degli Stati Uniti. Nelle ultime settimane, Washington ha dislocato una vasta flotta di caccia e navi da guerra nella regione del Golfo persico. L’obiettivo, stando ad alcune analisi, sarebbe fare pressione su Teheran affinché raggiunga un accordo sul suo programma nucleare.

Il video di Trump

L’attacco, secondo le fonti, «è stato pianificato per mesi». È previsto che la «fase iniziale» dell’attacco congiunto duri quattro giorni. La tempistica degli attacchi iniziali è stata studiata per sorprendere gli iraniani, che non si aspettavano un attacco diurno. Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato in un video su Truth che gli Stati Uniti hanno avviato «importanti operazioni di combattimento in Iran. Il nostro obiettivo è difendere il popolo americano eliminando le minacce imminenti del regime iraniano, un gruppo feroce di persone molto dure e terribili». L’Iran non potrà mai avere l’arma nucleare: «Abbiamo provato a fare un accordo, ma hanno rifiutato ogni occasione di rinunciare alla sue ambizioni nucleari».

La risposta dell’Iran

L’Iran ha risposto con un lancio di missili probabilmente diretto nell’area di Haifa, dove sono state udite esplosioni. L’Idf ha ordinato alla popolazione di raggiungere i rifugi. Le forze di difesa hanno riferito di aver intercettato «missili lanciati dall’Iran verso lo Stato di Israele». Al momento non si registrano feriti. Una seconda ondata di missili ha raggiunto la zona di Tel Aviv.

«Poco fa, Israele e gli Stati Uniti hanno avviato un’operazione per rimuovere la minaccia esistenziale del regime terroristico in Iran. Il regime non deve essere dotato di armi nucleari che gli consentirebbero di minacciare l’intera umanità», ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un messaggio dopo l’attacco lanciato contro l’Iran. «La nostra azione congiunta creerà le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano prenda in mano il proprio destino. È giunto il momento per tutte le componenti del popolo iraniano – persiani, curdi, azeri, beluci e ahwazi – di liberarsi dal giogo della tirannia e di costruire un Iran libero e amante della pace».

Il Mossad

Il Mossad ha pubblicato un canale Telegram in lingua farsi rivolto agli iraniani dopo l’attacco preventivo lanciato contro la Repubblica islamica. Nell’annunciare l’apertura del canale, l’intelligence israeliana si è rivolta ai «nostri fratelli e sorelle iraniani», affermando che «non siete soli. Abbiamo lanciato per voi un canale Telegram super sicuro e speciale. Insieme riporteremo l’Iran ai suoi giorni gloriosi», si legge nel messaggio diffuso dal Mossad, che invita anche gli iraniani a condividere foto e video della loro «giusta lotta contro il regime». Il messaggio si conclude sottolineando che la cosa più importante è che gli iraniani «si prendano cura di se stessi».

«Siamo molto vicini alla vittoria finale», ha detto Reza Pahlavi, che vive in esilio nella zona di Washington in un video diffuso online. «Voglio essere al vostro fianco il prima possibile in modo che insieme possiamo riprenderci l’Iran e ricostruirlo».

Ruggito del Leone

Il nome dell’operazione è Ruggito del Leone. Secondo i primi resoconti provenienti dall’Iran, si registrano gravi perdite tra le forze di sicurezza locali, con decine di morti e feriti tra le fila delle Guardie Rivoluzionarie, tra cui alcune figure chiave. Vengono segnalate gravi interruzioni della rete dei cellulari. Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian sarebbe «sano e salvo» secondo i media del paese. Gli attacchi in corso delle Forze Armate Usa contro l’Iran sono condotti «via aria e mare», secondo un funzionario americano citato da Reuters. La Russia intanto ha sospeso i voli verso il paese, mentre l’Irak ha chiuso lo spazio aereo.

I motivi dell’attacco

L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito di altre due esplosioni nella zona di Seyed Khandan a Teheran, probabilmente causate da raid missilistici. L’attacco, che segue la guerra aerea di 12 giorni tra Israele e Iran a giugno, fa seguito ai ripetuti avvertimenti di Stati Uniti e Israele sul fatto che avrebbero colpito di nuovo se l’Iran avesse proseguito con i suoi programmi nucleari e missilistici balistici. Gli Stati Uniti e l’Iran hanno ripreso i negoziati a febbraio nel tentativo di risolvere la disputa decennale attraverso la diplomazia. E scongiurare la minaccia di uno scontro militare che potrebbe destabilizzare la regione.

Israele ha insistito sul fatto che qualsiasi accordo tra Stati Uniti e Iran dovesse includere lo smantellamento delle infrastrutture nucleari di Teheran, non solo l’interruzione del processo di arricchimento. E ha fatto pressioni su Washington affinché includesse restrizioni al programma missilistico iraniano nei colloqui.

L’Iran

L’Iran ha affermato di essere pronto a discutere di limitazioni al suo programma nucleare in cambio della revoca delle sanzioni. Ma ha escluso di collegare la questione ai missili. Teheran ha anche affermato che si sarebbe difesa da qualsiasi attacco. Ha avvertito i paesi vicini che ospitano truppe statunitensi che avrebbe reagito contro le basi americane se Washington avesse attaccato l’Iran. A giugno, gli Stati Uniti si sono uniti a una campagna militare israeliana contro le installazioni nucleari iraniane, nell’azione militare americana più diretta mai condotta contro la Repubblica Islamica. Teheran ha reagito lanciando missili verso la base aerea statunitense di Al-Udeid in Qatar, la più grande del Medio Oriente. Le potenze occidentali hanno avvertito che il progetto missilistico balistico dell’Iran minaccia la stabilità regionale e, se sviluppato, potrebbe fornire armi nucleari. Teheran nega di voler costruire bombe atomiche.

Israele

Intanto il ministro dei Trasporti israeliano Miri Regev ha ordinato all’Autorità per l’Aviazione Civile di chiudere lo spazio aereo israeliano ai voli civili, a seguito dell’attacco preventivo contro l’Iran. Le autorità hanno ordinato alla popolazione a non recarsi negli aeroporti fino a nuovo avviso. Il Comando del Fronte Interno delle forze israeliane (Idf) ha disposto restrizioni in tutto Israele: niente assembramenti, stop alle attività didattiche e alle attività lavorative ad eccezione dei settori essenziali. Il vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha fatto sapere su X: «Seguo gli sviluppi della situazione in costante contatto con le Ambasciate d’Italia a Teheran ed a Tel Aviv. Priorità: la sicurezza dei nostri connazionali .Alla Farnesina al lavoro l’Unità di crisi».

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