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Sigonella, Aviano, il Muos: quali sono le infrastrutture Usa in Italia

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Potrebbero essere usate per la Guerra del Golfo, ma ci vuole l'ok del governo

Ci sono i due aeroporti militari, i due porti e le due basi. Più il Muos a Niscemi. Queste le infrastrutture che gli Stati Uniti possono utilizzare sul territorio nazionale. Gli aeroporti sono quelli di Aviano, in Friuli Venezia Giulia, e Sigonella, in Sicilia, al quale si aggiunge anche Ghedi, in Lombardia. I porti sono quelli di Napoli e Gaeta, mentre le due basi sono Camp Darby in Toscana e Camp Ederle in Veneto. Ma a queste va sommato circa un centinaio di presidi minori e una ventina di dislocazione riservata. 34 mila i militari americani di stanza in Italia. Circa 13 mila nelle basi, poi 21 mila nella VI flotta della Us Navy, dove ci sono 40 navi e 175 aerei di combattimento e di trasporto.

A Sigonella

A Sigonella cresce il traffico di droni e aerei americani che decollano dalla base Usa di Sigonella in Sicilia. Ma solo per rifornimento, logistica e sorveglianza aerea. Almeno per il momento gli Stati Uniti non intendono utilizzare la postazione come trampolino di lancio per gli attacchi a Teheran e per farlo serve l’ok del governo italiano. Che finora non è stato richiesto, secondo il sottosegretario Alfredo Mantovano. Sigonella intanto è diventato uno scalo sempre più affollato di velivoli cargo di rifornimento e droni, come il Global hawk, utilizzato per il pattugliamento, mentre a Niscemi resta attivo – come da routine – il sistema Muos (Mobile user objective system), che monitora anche la situazione in Medio Oriente attraverso radar e satellite.

La partecipazione alla guerra

Secondo il M5s un P-8A Poseidon della Us Navy era decollato verso il Mediterraneo orientale già nelle prime ore dell’attacco sabato scorso. Mentre il centro di comunicazione satellitare Muos, uno dei quattro nodi terrestri globali che garantisce il collegamento tra tutti gli aerei, droni, navi e sottomarini americani, è per definizione coinvolto nelle operazioni militari Usa. L’Italia è anche pronta a valutare l’invio di almeno una fregata per difendere l’area dei Paesi del Golfo. Potrebbe essere la nave Schergat impegnata nell’operazione Mediterraneo Sicuro, che tra i suoi compiti ha quello di assicurare la sicurezza. Più difficile sarebbe l’impiego della Virginio Fasan, che è sotto bandiera Nato.

Emirati Arabi, Kuwait e Qatar

Tra i primi a chiedere supporto all’Italia sono stati gli Emirati Arabi, il Kuwait e il Qatar, dove era già transitato in passato un Samp T italiano per il contrasto della minaccia terroristica. Roma ha anche a disposizione radar e una serie di strumenti di intelligence elettronica attraverso la rete satellitare. Ad Aviano, fa sapere il Corriere della Sera, si trova il 31esimo Fighter Wing con i caccia F-16 e anche armi nucleari con sistemi B61-4. A Sigonella si trovano i droni Mq-9 Reaper e gli aerei di sorveglianza. A Camp Ederle c’è la 173esima Brigata aviotrasportata e Camp Darby il più grande deposito di armi e munizioni americano in Europa. Le testate nucleari si trovano anche a Ghedi. Ma è necessario l’ok del governo.

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