Bambina investita all’asilo, condannate la maestra e la donna al volante

Lavinia Montebove è la bambina di 16 mesi investita nel 2018 nel parcheggio dell’asilo nido a Velletri, alle porte di Roma. Da quel giorno è in stato vegetativo di minima coscienza. È ricoverata all’ospedale Bambino Gesù e la segue la Asl di Velletri. Francesca Rocca, la maestra dell’asilo, ha ricevuto una condanna a due anni e due mesi, confermata in Cassazione dopo primo e secondo grado.
Lavinia Montebove
La donna era titolare della struttura Fattoria di Mamma Cocca, trovata dalla polizia priva di autorizzazioni. I reati contestati erano lesioni personali e colpose e abbandono di minore. Chiara Colonnelli, che sulla sua Bmw investì la bimba il 7 agosto alle 10 scambiandola per una busta della spazzatura, è stata condannata a un anno di reclusione e alla sospensione della patente. «Dopo 8 anni di processo, 30 udienze, sofferenze e umiliazioni subite nel corso del dibattimento siamo arrivati alla parola “fine” con la sentenza della Cassazione», hanno commentato in una nota Massimo Montebove e Lara Liotta, genitori della bambina che compirà 9 anni il 15 marzo.
I genitori
E ancora: «Vogliamo ricordare che in questa vicenda l’unica, vera persona condannata a vita è nostra figlia Lavinia che era nata sana e che resterà tetraplegica. Voglio ricordare che i giudici nei dispositivi delle sentenze hanno scritto nero su bianco che mai le imputate, ieri definitivamente condannate, hanno mostrato segni di pentimento e ringraziare i magistrati per essere arrivati finalmente ad acclarare processualmente la verità dei fatti»
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La maestra
La maestra, interrogata dal pubblico ministero, Giuseppe Taglialatela, nel corso di un’udienza nel 2024, disse di aver lasciato da sola la piccola per portare in bagno un altro bambino. Il suv investì Lavinia, schiacciandole la testa. A soccorrere la piccola fu la stessa maestra che, insieme con l’investitrice, lasciò la classe di bimbi (tra i quali c’era anche Edoardo, fratellino della vittima) da sola, per correre in ospedale, circostanza che fece scattare nei suoi confronti anche l’accusa di abbandono di minori.
