Alta velocità, via libera al Tgv francese a due piani contro Italo e Trenitalia: le tratte su cui scatta la nuova concorrenza e l’incognita della congestione

A Trenitalia e Italia si aggiungerà presto un terzo operatore nel segmento dei treni alta velocità. Si tratta di Sncf Voyages Italia, controllata del gruppo ferroviario francese Sncf. Oggi l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha accettato gli impegni presentati da Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) nell’ambito dell’indagine sugli ostacoli all’accesso alla rete ferroviaria. Una decisione che, di fatto, spalanca le porte del mercato dei treni veloci a un terzo operatore, mettendo fine al duopolio di Trenitalia e Italo.
I piani del terzo operatore per la prima fase
Il gruppo francese ha accolto «con soddisfazione» la decisione dell’Antitrust e annuncia la volontà di introdurre sul mercato italiano «15 treni Av di nuova generazione, assicurando l’accesso all’alta velocità a oltre 10 milioni di passeggeri all’anno in Italia». La prima fase del piano industriale di Sncf prevede un totale di 13 viaggi di andata e ritorno quotidiani: 9 da Torino a Napoli e 4 da Torino a Venezia. Ma per rendere sostenibile l’investimento, spiegano da Sncf, sarà necessario ottenere ulteriori tracce ferroviarie oltre a quelle già riconosciute. Per chiudere l’istruttoria, Rfi ha reso obbligatori alcuni impegni, tra cui l’assegnazione a Sncf di un pacchetto minimo di 18 tracce orarie sulle principali direttrici dell’alta velocità, ossia da Torino e Milano verso Roma e Venezia, per almeno dieci anni.
Le richieste di Sncf alle autorità italiane
Per poter mantenere tutte queste promesse, Sncf chiede un ulteriore sforzo alle autorità italiane: «L’attuazione della prima parte di questi impegni, che consiste nel riconoscimento immediato di una prima quota degli slot ferroviari richiesti, è indispensabile per permettere a Sncf Voyages Italia di avviare il piano di investimenti annunciato per l’Italia, con l’obiettivo di sviluppare, a partire da settembre 2027, una nuova offerta di Alta Velocità nel Paese». Senza questo livello minimo di attività, continua la nota del gruppo francese, «la società non dispone delle condizioni necessarie per giustificare l’investimento e proseguire le proprie operazioni». Inoltre, Snfc ritiene indispensabile «la certezza di poter accedere agli impianti di manutenzione nel Paese e di ottenere l’omologazione dei treni».
Foto copertina: EPA/Teresa Suarez
