La TikToker Balistreri e lo sconto di pena all’ex che la maltrattava: «È un Paese che fa schifo»

Chiara Balistreri, bolognese, 23 anni, TikToker già partecipante a L’Isola dei Famosi, ha denunciato il suo compagno per maltrattamenti e lesioni. In secondo grado l’uomo è stato condannato a 5 anni e 9 mesi. Con uno sconto di sei mesi rispetto al primo grado. «Quanto fa schifo questo Paese», dice oggi lei al Corriere della Sera. Mentre sostiene che Gabriel Constantin, 24 anni, potrebbe tornare libero prima. Il suo ex era già evaso. Balistreri parla di «uno Stato che non tutela le vittime» e «un Paese che fa schifo».
La sentenza
«Questa sentenza ne è la riprova. Lo dico per la grande delusione provata in quanto vittima che ha avuto il coraggio di denunciare, anche pubblicamente ed esponendosi. In queste condizioni, con la consapevolezza della possibilità di uno sconto di pena nonostante ciò che ha commesso, sarà sempre complicatissimo per le donne trovare la forza di denunciare», aggiunge. L’influencer dice che è necessario «dire cosa non va nel Paese: ho vissuto tre anni terribili prima di sapere colui che mi ha fatto del male in carcere, tra latitanza, fuga dai domiciliari, minacce di morte. Queste cose scoraggiano. La possibilità che un uomo violento possa aggredire una donna anche se denunciato, purtroppo, esiste».
L’autodifesa e i rischi
Ha anche scritto in un post sui social che se si fosse difesa da sola, avrebbe preso «una pena più alta». «È paradossale. Mi sono spesso, durante i processi, sentita vittima due volte».
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Balistreri sostiene «che la mia storia è purtroppo comune a tantissime ragazze, anche molto giovani. La violenza di genere non è una questione che riguarda solo gli adulti: penso che l’età dei primi segnali di prevaricazione si sia abbassata molto. Per questo dico sempre di non sottovalutare mai nessun campanello d’allarme: atteggiamenti possessivi, controllo sulle azioni e sugli spostamenti, vedere il telefono dell’altro, voler sapere sempre tutto, gelosia anche nei confronti delle amiche. Questo vuol dire possesso dell’altro. Ed è violenza a tutti gli effetti». Ai ragazzi e agli uomini cosa vorrebbe dire invece? «Vorrei dire che bisognerebbe imparare il rispetto dell’altro: trovo incredibile che nelle scuole non ci siano dei percorsi di educazione all’affettività. E certo sapere di sconti, permessi e riduzioni di pena non aiuta».
Gli uomini
Ai ragazzi e agli uomini invece «vorrei dire che bisognerebbe imparare il rispetto dell’altro: trovo incredibile che nelle scuole non ci siano dei percorsi di educazione all’affettività. E certo sapere di sconti, permessi e riduzioni di pena non aiuta». È stato difficile tornare a fidarsi? «Sì, perché purtroppo, come ho detto, sento tante storie simili alla mia. Dall’altra parte so anche che non sono tutti come chi mi ha fatto del male».
