L’Aquila, l’inchiesta sulle microcamere nascoste in un condominio: spiati 47 inquilini

Prosegue l’inchiesta sulle microcamere nascoste nei bagni di alcuni appartamenti dell’Aquila, affittati a famiglie e studenti, avviata lo scorso ottobre. Gli sviluppi di indagine hanno fatto emergere che le riprese non risalgono soltanto al 2022, come inizialmente ipotizzato, ma potrebbero partire già dal 2019. Tre anni in più, con un aumento significativo delle vittime, ora salite a 47. Al centro dell’indagine c’è un uomo di 56 anni, residente a L’Aquila, accusato di interferenze illecite nella vita privata e di diffusione di materiale sessualmente esplicito. Le microcamere erano state installate di nascosto tra specchi, lampadari e lavatrici.
Le indagini
Le indagini proseguono, anche se è difficile stabilire con certezza quante siano state tutte le vittime. In questi giorni, gli investigatori convocheranno i denuncianti per confrontare foto e video personali con i materiali sequestrati. In parallelo, stanno esaminando tutti i dispositivi in possesso del 56enne. Un nodo centrale dell’inchiesta riguarda la possibile diffusione illecita del materiale raccolto. Inoltre, gli inquirenti stanno approfondendo la provenienza di 80mila euro in contanti trovati nella sua auto. L’uomo sostiene che derivino dalla sua attività in un bar, ma le verifiche sono in corso.
La scoperta
Le microcamere erano state nascoste in dodici appartamenti di proprietà dello stesso uomo, tutti dati in affitto. La scoperta iniziale è stata casuale quando una donna, guardandosi allo specchio, ha notato un luccichio provenire da una mensola. Sul posto ha trovato una piccola webcam senza fili, simile a quelle usate per trasmettere immagini online o comunicare via computer, e ha denunciato subito il fatto. Nel giro di poche ore anche un’altra ragazza e un ragazzo hanno rinvenuto analoghe microcamere nei loro appartamenti.
