I negozi non vendono più topi vivi, pitone da appartamento non mangia per 4 mesi. Il proprietario: «Aiutatemi, rischia di morire»

Si chiama Snake ed è un pitone reale. Da ben 15 anni vive in una teca a Tai di Cadore, nelle Dolomiti Bellunesi, ma il suo proprietario non riesce più a nutrirlo con il cibo di cui ha bisogno. Emiliano Zambelli Gat, proprietario di Snake, possiede tutte le autorizzazioni necessarie e segue le indicazioni previste per garantire il benessere del suo animale. A differenza di molti animali domestici, il pitone non mangia tutti i giorni, ha un metabolismo lento e si nutre a intervalli di diverse settimane. Snake, fin da piccolo, è stato abituato a mangiare topi vivi, piccoli roditori bianchi allevati appositamente per l’alimentazione dei rettili. Ora, lamenta il proprietario, questi topi non si trovano più.
Il racconto del proprietario
«Li trovavamo nei negozi di Belluno oppure andavamo a Sedico. Erano topi da alimentazione e non abbiamo mai avuto difficoltà», racconta Emiliano a Dimitri Canello del Corriere del Veneto. Con il tempo, però, molti rivenditori hanno smesso di venderli, dopo che le normative sul benessere animale sono diventate più rigide. Al loro posto propongono alternative come i roditori congelati. Soluzione che, però, Snake non tollera. L’ultima volta che il pitone ha mangiato è stato quattro mesi fa ed è ormai al limite.
«Rischia di morire»
«Abbiamo provato a offrirgli il topo congelato e perfino altri tipi di alimenti, ma non li accetta. Anche il veterinario ci ha detto che dopo quindici anni abituato in un certo modo è difficile che cambi. Io, grazie alla stampa, vorrei lanciare un appello. Se qualcuno ha soluzioni ce lo faccia sapere», prosegue Emiliano. La situazione preoccupa il proprietario e spera che qualche allevatore possa aiutarlo. «Se non mangerà entro un breve periodo di tempo, morirà», conclude. Per il momento, l’unica soluzione emergenziale è il pasto forzato del veterinario, ma dovrà comunque essere limitato nel tempo.
[Foto di copertina da archivio]
