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Corruzione nella sanità, arrestati imprenditori e pubblici ufficiali a Palermo: le mazzette per i clienti

07 Marzo 2026 - 10:45 Alba Romano
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L'operazione della squadra mobile ha portato a sei misure cautelare e al sequestro di oltre un milione di euro in contanti

La squadra mobile della polizia di Palermo ha sequestrato oltre 1,2 milioni di euro in contanti a Giuseppe Nicoletti, 65 anni, descritto come «facilitatore di istanze di riconoscimento di stati invalidanti». L’uomo è finito ai domiciliari nell’ambito di un’operazione contro la corruzione nel settore della sanità che ha portato all’esecuzione di sei misure cautelari. I soldi erano divisi in mazzette e nascosti in scatole. Non solo nella sua abitazione principale , ma anche in un ulteriore domicilio e nella sua auto.

L’operazione dei pm contro la corruzione nella sanità

L’indagine della procura di Palermo ha portato all’arresto di imprenditori e pubblici ufficiali nella sanità palermitana. Gli inquirenti, in particolare, hanno documentato «episodi corruttivi dell’ortopedico G.L. da parte di due imprenditori verso i quali lo specialista, dietro illeciti compensi in denaro e anche pregiati crostacei, indirizzava i pazienti dell’ASP da lui visitati ai fini dell’acquisto di dispositivi ortopedici a spese del servizio sanitario regionale».

I compensi illeciti versati ai medici

Per ricostruire gli scambi di denaro non sono bastate le intercettazioni telefoniche e ambientali, ma è servito anche l’aiuto di Nicoletti, che ha collaborato con le indagini e ha specificato i compensi illeciti versati ai professionisti, tra i 1.500 e i 7mila euro a pratica. Non solo al già citato ortopedico G.L. ma anche il fisiatra B.S. e la neuropsicologa A.S. Le dichiarazioni rese dall’ortopedico e dai due imprenditori, spiegano gli inquirenti, «sono invece apparse contraddittorie smentite dalle intercettazioni e dagli esiti dei pedinamenti al loro contestati durante gli interrogatori preventivi».

«Un sistema illecito ramificato e collaudato»

Secondo la procura di Palermo, le indagini che hanno portato all’arresto di pubblici ufficiali e imprenditori nel settore della sanità hanno «squarciato il velo su un ramificato e collaudato sistema illecito». Un sistema che, a detta degli inquirenti, era «imperniato sulla figura del faccendiere N.G. e finalizzato ad alterare le decisioni sul riconoscimento di benefici assistenziali mediante la produzione di certificazioni false da parte degli specialisti incardinati in strutture sanitarie pubbliche». L’uomo in questione, di fatto, viene considerato dalla procura «un anello di congiunzione tra una fitta rete di clienti e sanitari compiacenti».

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