Famiglia nel bosco divisa, parla la sorella di Catherine: «Lei è sotto shock». Proteste sotto la comunità che accoglieva i bambini

«Mia sorella è in shock totale, siamo tutti sotto shock». Sono le parole di Rachel Birmingham, la sorella di Catherine, dopo l’ordinanza del tribunale per i minorenni dell’Aquila che ha disposto lo spostamento dei bambini della famiglia nel bosco in un’altra struttura protetta, questa volta senza la presenza della madre. L’ordinanza, lunga tredici pagine, si basa in gran parte sulla crescente «condotta oppositiva» e «ostile» della mamma, come evidenziato nella relazione dei servizi sociali e della stessa struttura di Vasto dove la donna era ospitata, seppur in un piano diverso rispetto ai figli e con possibilità di vederli solo in determinati momenti. «Siamo venute qui per assisterla, per starle vicino», ha aggiunto la sorella, riferendo che oggi Catherine non ha potuto vedere i figli nella struttura protetta, ma ha fatto una videochiamata «straziante».
La situazione dopo l’ordinanza
Secondo i giudici, la persistente e costante presenza materna era «gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori». Così Catherine ha lasciato ieri sera la struttura, dove si trovava dal 20 novembre scorso. Questa mattina il padre dei minori, Nathan, è tornato intorno alle 9 e ha trascorso con loro l’intera mattinata, fino all’ora di pranzo, nel parco vicino alla struttura. Catherine Birmingham è arrivata questa mattina al casolare nel bosco dove viveva con il marito e i tre bambini. Non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti presenti, limitandosi a prendersi cura degli animali di famiglia.
Il sit-in di supporto alla famiglia
Oggi pomeriggio si è svolto un sit-in di supporto alla famiglia. «Siamo qui per dirvi che siamo i vostri nuovi amici», hanno detto i manifestanti, portando vicinanza ai bambini e alla famiglia, separati ormai da quattro mesi. «Vi siamo vicino e non vi lasciamo soli in questo momento difficile», ha detto una delle organizzatrici dal microfono. «Vi vogliamo bene. Speriamo di portarvi almeno un minimo di conforto». Tra i presenti c’erano anche Leonora e Armando Carusi, imprenditore e figlia che hanno concesso l’uso gratuito del loro casolare a Nathan.
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Gli striscioni: «Inaccettabile»
«Quello che è accaduto è inaccettabile. Vedere Catherine lasciare la casa famiglia tra le lacrime dei bambini è stata una scena drammatica. È assurdo che possano accadere queste cose proprio dalle istituzioni che dovrebbero aiutarci e sostenerci», ha detto Leonora. «Abbiamo parlato con Nathan. È un po’ più deluso del solito, si ritrova a dare ancora più conforto a Catherine. Siamo sicuri che ce la faranno», ha aggiunto. Nel frattempo, davanti alla casa famiglia sono comparsi anche striscioni di protesta con la scritta «Giù le mani dai bambini. Vergogna».
