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Dubai, residenti in fuga abbandonano gli animali al loro destino: cani fucilati nel deserto e gatti lasciati in strada. Boom di richieste di eutanasia

08 Marzo 2026 - 10:55 Cecilia Dardana
animali abbandonati dubai
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Mentre i droni colpiscono i grattacieli, molti abitanti lasciano in massa gli Emirati. Ma nei rifugi è il caos: cani legati ai lampioni o lasciati nel deserto. I volontari: «Disgustoso, i veterinari ricevono richieste di soppressione»

Non ci sono solo i voli cancellati e i missili intercettati nei cieli del Golfo. Dietro il panico che sta spingendo migliaia di residenti stranieri a lasciare Dubai dopo i recenti attacchi, si sta consumando un dramma silenzioso e brutale: quello degli animali domestici trasformati in un “peso” da smaltire in fretta prima di imbarcarsi. Sono tantissime le segnalazioni degli ultimi giorni di animali trovati abbandonati per strada, legati con il guinzaglio ai lampioni, o lasciati davanti ai rifugi.

Richieste di eutanasia e abbandoni record

Le testimonianze che arrivano dai rifugi locali sono agghiaccianti. Claire Hopkins, volontaria britannica che opera negli Emirati, racconta: «Abbiamo visto molto stress e panico, come potete immaginare, tra i proprietari di animali domestici. Molti vogliono restituire gli animali che avevano adottato. Ci sono cani che stanno iniziando a essere abbandonati». Il problema è spesso burocratico: per portare un animale in Europa o nel Regno Unito servono vaccinazioni e tempi d’attesa che cozzano con la voglia di fuggire subito. La soluzione cercata da alcuni è la più radicale: «Mi dispiace dirlo, ma i veterinari hanno ricevuto richieste di eutanasia, ed è disgustoso. La maggior parte dei veterinari li indirizza a noi, ma siamo già pieni, quindi cosa dovremmo fare?».

Rifugi al collasso

Anso Stander, che gestisce il rifugio Six Hounds, riferisce di essere sommersa: «In un solo giorno ho ricevuto 27 messaggi». La dinamica è quasi sempre un ricatto emotivo: «Le persone ci dicono in modo molto educato e discreto che se non possiamo prenderli, li lasceranno». E le conseguenze sono già visibili sul campo: cani Saluki trovati con il collo squarciato da collari troppo stretti o, peggio, animali feriti da colpi di arma da fuoco. «Ho avuto due cani a cui hanno sparato nel deserto tra gli Emirati Arabi Uniti e l’Oman», denuncia Stander, che definisce il comportamento di molti espatriati «egoista e senza cuore».

Vittime dimenticate

Con la parziale riapertura dello spazio aereo, il timore è che l’ondata di abbandoni peggiori. Hannah Mainds, amministratrice delegata della Rspca Blackpool & North Lancashire, lancia un appello da chi ha già vissuto crisi simili in passato: «Gli animali non dovrebbero diventare le vittime dimenticate quando le persone lasciano un Paese durante una crisi», ha spiegato, aggiungendo che «gli animali dipendono completamente dai loro proprietari. Non possono capire perché la loro famiglia sia improvvisamente scomparsa». Le associazioni ricordano che esistono soluzioni di trasporto e gruppi di soccorso: «Abbandonare un animale non dovrebbe mai essere la risposta».

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