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Caterina Giacalone: la prof costretta a scegliere fra scuola e maternità

09 Marzo 2026 - 07:19 Alba Romano
caterina giacalone
caterina giacalone
Ha vinto il concorso ma le manca il percorso abilitante. L'intervento di Valditara

Caterina Giacalone, docente di lettere a tempo determinato in una scuola media di Alessandria, dovrà scegliere se fare la mamma o la professoressa. Nel 2025, incinta con una gravidanza a rischio, ha affrontato il concorso Pnrr2 per «entrare di ruolo» e mettere fine al suo precariato. Lo ha vinto. Ma le manca il percorso abilitante obbligatorio. Ha chiesto di posticiparlo. «La normativa vigente non prevede la possibilità da lei richiesta», le hanno risposto.

La lettera aperta

E allora lei ha scritto una lettera aperta alla premier Giorgia Meloni e ai suoi ministri all’Istruzione Giuseppe Valditara e all’Università, Anna Maria Bernini. «Non chiedo privilegi, né mi interessano le mimose o gli auguri in questa Giornata. Chiedo soltanto che vengano riconosciuti i miei diritti di madre e quelli di mio figlio, in quanto tale. Se non mi abilito, non potrò ottenere il ruolo a tempo indeterminato. Ma se non mi prendo cura di mio figlio, chi lo farà al mio posto? In Italia, uno dei Paesi con il tasso più basso di natalità in Europa, questa è la mia storia. Che è quella di altre. Spero che lei e i suoi ministri vogliate ascoltare e accogliere la mia voce: non si possono pretendere insegnanti eccellenti se prima non si sostengono adeguatamente i genitori, che sono i primi educatori e il pilastro fondamentale della crescita dei bambini, che rappresentano il futuro di questo Paese».

La replica di Valditara

Il ministro Giuseppe Valditara ha replicato: «In occasione dei due precedenti concorsi del Pnrr, tra 2023 e 2024 i capi dipartimento dei ministeri avevano dato disposizioni alle università e agli Uffici scolastici regionali di accettare le iscrizioni ai percorsi di abilitazione all’insegnamento con la possibilità di posticipare la frequenza all’anno successivo in caso di maternità e in tutti gli altri casi di impossibilità a partecipare ai corsi, come ad esempio la presenza di un figlio di pochi mesi».

L’Ufficio scolastico

Poi la chiusura: «Ci tengo a rassicurare la professoressa di Alessandria. Nella giornata di lunedì (oggi, ndr) la direttrice del dipartimento Carmela Palumbo prenderà contatti con l’Ufficio scolastico del Piemonte per ribadire questa indicazione, che è tuttora valida, e dare disposizioni conseguenti. La professoressa non ha dunque motivo di preoccuparsi: la sua carriera non subirà contraccolpi».

Il percorso abilitante

«Oggi vincere un concorso non basta: per insegnare bisogna abilitarsi e farlo a proprie spese, circa 2.500 euro. Il percorso abilitante nel mio caso prevede 276 ore obbligatorie di formazione, da completare in pochi mesi. Questi mesi coincidono esattamente con i primi mesi di vita di mio figlio. Che non è svezzato. Non frequenta il nido. È allattato esclusivamente al seno. Per questo ho chiesto solo una cosa: rimandare il corso abilitante e congelare temporaneamente la mia carriera», conclude Giacalone.