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Al via in Spagna il processo a un italiano accusato di aver ucciso la compagna. L’uomo confessò anche un altro femminicidio: cosa sappiamo

09 Marzo 2026 - 17:28 Alba Romano
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Nel corso dell'udienza, Marco Gaio Romeo, 48enne di Nettuno, ha negato di aver premeditato l’uccisione della donna. L'uomo dovrà affrontare parallelamente un altro processo per l'omicidio della precedente compagna

È iniziato oggi, lunedì 9 marzo, davanti alla giuria popolare a Malaga il processo a Marco Gaio Romeo, falegname italiano di 48 anni originario di Nettuno, accusato di omicidio premeditato e maltrattamenti nei confronti della sua compagna Paula, 28 anni, madre di tre figli – l’ultimo dei quali avuto con lui – nella loro abitazione di Torremolinos (Malaga) il 17 maggio 2023. Nel corso del processo, il 48enne ha dichiarato di aver agito per legittima difesa e ha inoltre negato di aver premeditato l’uccisione della donna. Secondo la pubblica accusa, la relazione tra Paula e l’imputato, durata circa 3 anni, sarebbe stata segnata da violenze e controllo costante da parte dell’uomo.

Le continue violenze

La giovane avrebbe spesso mostrato lividi che attribuiva a cadute accidentali e avrebbe ridotto progressivamente i contatti con familiari e amici. La Procura sostiene inoltre che l’uomo le avesse impedito di lavorare, di avere un telefono personale e perfino di recarsi dal ginecologo durante la gravidanza. Nel suo atto d’accusa, il pubblico ministero ha ricostruito gli ultimi giorni prima dell’omicidio per provare la premeditazione. Romeo non avrebbe accettato la fine del rapporto e il fatto che Paula stesse iniziando una nuova relazione.

La ricostruzione dei giudici

Il 10 maggio 2023, Marco Romeo avrebbe sottratto un coltello da cucina, con la lama lunga oltra 31 centimetri, dal ristorante dove lavorava. Il 17 maggio, l’imputato avrebbe attirato Paula nel loro appartamento, nel quartiere La Carihuela di Torremolinos, con il pretesto di lasciare la casa. Quando la giovane è entrata, sarebbe stata colpita con 14 coltellate ed altre due alla schiena – delle quali una mortale – mentre tentava di fuggire. Dopo l’omicidio, l’uomo si sarebbe cambiato, lavato e avrebbe tentato la fuga, prima di essere fermato da una pattuglia della polizia locale, mentre tentava di forzare una porta all’interno di un complesso residenziale.

La posizione della famiglia della vittima

La famiglia della vittima, costituitasi parte civile, sostiene la tesi della Procura, che – oltre a una condanna a 28 anni di carcere – chiede un risarcimento dei danni per 700mila euro, assieme alla revoca della patria potestà sul figlio nato dalla relazione con la vittima. Con gli altri due figli di Paula, il minore è attualmente sotto tutela dei servizi sociali dell’Andalusia. Romeo dovrà affrontare parallelamente un altro processo per l’omicidio della precedente compagna, Sobori Gagani, scomparsa nel 2014 e il cui cadavere è stato ritrovato 9 anni dopo, a seguito delle dichiarazioni spontanee dell’imputato, che avrebbe poi ritrattato in sede giudiziaria. Il processo, davanti a una giuria popolare, proseguirà nei prossimi giorni con l’ascolto dei testimoni e degli investigatori.

Foto copertina: ANSA/SALAS | Polizia spagnola

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