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Si finge top manager e scappa senza saldare, condannato lo «scroccone seriale» degli hotel di lusso: era stato bandito da 32 comuni d’Italia

11 Marzo 2026 - 23:33 Ugo Milano
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Negli anni ha collezionato 13 condanne. L’ultima è arrivata ieri, martedì 10 marzo, per insolvenza fraudolenta. L’uomo prometteva di saldare conti anche molto elevati - fino a 3 mila euro per una suite - per poi far perdere le proprie tracce

Una sessantina di denunce, tredici condanne, e bandito da ben 32 comuni d’Italia. Protagonista della storia è un 48enne campano di origini, ma residente nel comune di Seregno, Alfonso Patrizio Russo, questo il suo nome all’anagrafe. Quando mette in atto le sue truffe ai danni di hotel di lusso, l’uomo si presenta però sotto falsa identità, spacciandosi per un noto top manager nel settore della moda o della comunicazione. Nell’ultimo episodio si sarebbe finto un dirigente della Amazon Italia Logistica, promettendo di pagare il conto prima di far perdere le proprie tracce.

La 13esima condanna per «insolvenza fraudolenta»

Negli anni – scrive il Corriere della Sera – ha accumulato 13 condanne. Ieri, martedì 10 marzo, il giudice gli ha inflitto altri due mesi di reclusione per insolvenza fraudolenta. Dovrà anche pagare 4 mila euro alla parte civile e altri 3 mila di spese legali. La difesa d’ufficio, affidata all’avvocata Claudia Salvador, ha cercato di mettere in discussione l’impianto accusatorio, sostenendo che l’ipotesi di un piano premeditato non fosse stata dimostrata. L’argomentazione non è però bastata a evitare la condanna. Il magistrato ha comunque deciso di escludere la recidiva, nonostante le decine di procedimenti aperti a carico dell’uomo in tutta Italia.

Chi è il truffatore?

Volto ormai noto in molte strutture ricettive italiane, del 48enne negli anni si sono occupate anche diverse trasmissioni della Rai. L’uomo non si è sottratto a microfoni e telecamere, sostenendo di non essere «un furbo», ma di aver fatto «tutto fatto in buona fede». Eppure, quando si presentava alla reception, i documenti che esibiva risultavano falsi. E durante i suoi soggiorni negli hotel, la maggior parte a 5 stelle, lasciava spesso conti molto elevati, approfittando di tutti i servizi disponibili: svuotava i minibar e utilizzava ogni comfort, spa compresa.

Nel 2022 in Alto Adige aveva lasciato un conto insoluto di 1.850 euro, mentre in Trentino quasi 3.000 euro per una suite in un hotel di lusso della Val di Fassa, a cui si aggiungevano altri 300 euro di extra. In quell’occasione aveva prenotato il soggiorno in piena alta stagione, nel mese di luglio, presentandosi come un manager di grande prestigio. Con modi affabili e una certa abilità era riuscito a convincere il personale, per poi – come da copione – dileguarsi di nascosto.

Foto copertina: Photomall / Dreamstime | La hall di un albergo di lusso

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