D’Alema: «Usa e Israele ci riportano alla barbarie. Tajani? Imbarazzante»

«Trump e Netanyahu rappresentano, senza nulla togliere alla gravità delle dittature e dei regimi, un fenomeno di imbarbarimento del mondo occidentale che non solo non riuscirà ad arginare il cambio di rapporti di forza, ma rischia di far perdere anche quel primato morale, quella legittimazione derivante dalla coerenza nella difesa dei diritti umani, che è stata una delle ragioni per cui l’Occidente ha potuto garantire un certo ordine al mondo». In un’intervista a la Repubblica, Massimo D’Alema, ex premier ed ex ministro degli Esteri, dice la sua sulla situazione mondiale.
Una prospettiva democratica
«Davanti a questo bisognerebbe ridare forza a una prospettiva democratica dell’Occidente che oggi si vede umiliata da una destra fanatica, razzista, guerrafondaia, che rappresenta una minaccia innanzitutto per le nostre democrazie. Servirebbe un’Europa con la schiena dritta. La posizione italiana è imbarazzata e furbesca. Di fronte alla tragedia della guerra è moralmente inaccettabile. Non sono un frequentatore del web, ma il florilegio delle sortite del nostro ministro degli Esteri è imbarazzante», aggiunge.
L’accusa di Tajani
Tajani ha accusato D’Alema di aver condotto il Paese ad attaccare i Balcani insieme alla Nato senza passare dal Parlamento. «Gli ha risposto bene Elio Vito, che allora era capogruppo di Forza Italia, ricordandogli l’appoggio di Berlusconi all’intervento e il regolare passaggio alle Camere. Il problema è che noi siamo, con Orbán, il governo più vicino a Trump e a Netanyahu. Quando il cancelliere tedesco, che non mi pare un cuor di leone, ha detto che la cultura MAGA non può essere quella dell’Europa, la nostra premier si è sentita in dovere di insorgere per difenderla. Io non sono un pacifista, ma la guerra deve avere un senso politico. Questa, come ha detto papa Leone, è illegale, immorale e pericolosa per l’umanità. Non siamo nemmeno in grado di escludere che sia mossa da interessi personali o addirittura dall’esistenza di ricatti».
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La destra e l’Iran
«La destra vuole distruggere l’Iran perché l’Iran contrasta il disegno imperiale di Israele, non perché perseguita le donne. D’altro canto in Venezuela Trump non ha portato la democrazia, ma ha tutelato gli affari propri», dice. E Meloni? «Sono furbizie ipocrite che nascono dal fatto che in nessun modo può rompere col suo mondo», conclude.
