Il gruppo di Vannacci insiste: «Contro il caro energia compriamo il gas russo, è l’interesse nazionale» – Video
Poco prima dell’inizio del dibattito alla Camera sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo e alla luce della crisi in Iran, ecco i “vannacciani” spiegare in un punto stampa a Montecitorio la loro posizione di “bastian contrari” dell’Aula. La linea è netta: niente sostegno alla risoluzione della maggioranza e “No” ai nuovi sostegni a Kiev.
Il voto contrario
«Noi voteremo contro la risoluzione di maggioranza perché di fronte ai problemi degli italiani, al caro vita, al caro benzina, al caro bollette, il governo italiano non prende alcuna decisione nel consiglio dei ministri di qualche ora fa e in più rilancia un sostegno economico ancora una volta, per la quattordicesima volta, di soldi degli italiani che prendono la direzione degli uffici di Zelensky. Noi questo non lo chiamiamo “difendere gli interessi nazionali”», dice Rossano Sasso di Futuro nazionale. Sono loro gli unici a difenderli, si capisce tra le righe. Non come la Lega, che oggi calpesta le posizioni di un tempo: «Noi siamo coerenti – dice Sasso – non siamo di quelli che dicono che non voteranno più l’invio di armi e soldi e poi continuano a votarlo. La Lega è ormai appiattita sulle posizioni di Ursula von der Leyen e di Volodymyr Zelensky. Ne prendiamo atto, ci dispiace. Ma noi di futuro Nazionale guardiamo oltre».
La vera destra
L’ambizione è essere la vera destra, capace di raccogliere gli scontenti traditi proprio da questa incoerenza. E dunque viva l’intransigenza, perché il modello a cui si guarda è quello dell’ungherese Viktor Orbán. «Il presidente Orban sta difendendo gli interessi nazionali: non sta mandando un soldo degli ungheresi a Zelensky – questo già da tempo – e ha messo un tetto al prezzo del carburante continuando a tutelare l’interesse degli ungheresi». Da qui l’invito alla premier: «Noi da destra diciamo al presidente Meloni di riprendere, oltre che a pensare concretamente, alla difesa degli interessi degli italiani e solo dopo, ma molto più tardi, di quelli degli ucraini, degli americani, degli israeliani e di tutto il resto del mondo». Poi il capitolo energia e rapporti con Mosca. Sasso ribadisce quanto già dichiarato da Vannacci e quindi sì alla riapertura del «dialogo con Putin per comprare gas a buon mercato rispetto a quello che ci danno gli americani” una scelta “intelligente se si vogliono difendere gli interessi nazionali, se invece si vuole avere per coerenza un approccio ideologico, credo che si possa sempre correggere il tiro».
Gli aiuti alle famiglie
In una fase che definiscono «critica per le famiglie italiane e le pmi», la domanda – dicono – è semplice: «cosa importa di più?». E la risposta è altrettanto chiara: «E così come molti altri Paesi europei non hanno rotto i legami con la Russia, potremmo farlo anche noi. E gli italiani ne gioverebbero, a noi sta a cuore quello che sta a cuore agli italiani». Evviva la Russia, dunque, e la ricetta per la soluzione della crisi è servita.
