Perché i giudici continuano a fermare il Cpr di Gjader in Albania

«Questa Corte d’appello dubita della legittimità della disciplina del protocollo Italia-Albania e della conseguente legge di ratifica». Questa la motivazione con cui la Corte d’Appello di Roma torna nelle motivazione dei provvedimenti di convalida del trattenimento di tre cittadini marocchini con decreto di espulsione trasferiti a Gjader in attesa di rimpatrio. Sulla questione la Corte di giustizia europea dovrebbe pronunciarsi il 23 marzo.
Gjader come un Cpr
Attualmente i migranti trasferiti dai Cpr italiani all’Albania presentano una nuova richiesta di asilo. Le norme europee prevedono che nell’attesa della valutazione sia loro diritto rimanere in territorio europeo. E quindi non in Albania, che non faparte dell’Ue. A quel punto il trattenimento in Albania non viene convalidato e i migranti tornano in Italia liberi. Il nuovo patto asilo e immigrazione e la nuova direttiva rimpatri entreranno in vigore a fine giugno. «Ancora oggi — scrivono nelle motivazioni — permangono i dubbi già sollevati da questa Corte di Appello rispetto alla compatibilità con l’articolo 9 della direttiva europea, a norma del quale il richiedente asilo ha il diritto di rimanere nello Stato membro fino all’adozione della decisione sulla sua domanda».
Le motivazioni
La richiesta di convalida del trattenimento «non avrebbe potuto essere pronunciata dubitando, questa Corte di Appello, della legittimità della disciplina e della conseguente legge di ratifica, di cui si invoca l’applicazione, per effetto del recentissimo rinvio pregiudiziale sollevato da questa Corte di Appello il 5 e il 17 novembre scorso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea». E ancora: «Permangono i dubbi già sollevati da questa Corte di Appello con decreto del 24 aprile 2025 e ribaditi poi da questa Corte di Appello il 19 maggio 2025, rispetto alla compatibilità con l’articolo 9 della direttiva, a norma del quale il richiedente asilo ha il diritto di rimanere nello Stato membro fino all’adozione della decisione sulla sua domanda».
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Le norme europee
La Repubblica spiega che il territorio di Gjader resta albanese: all’interno dei centri di Gjader e Schengjin vige solo la giurisdizione italiana, ma non siamo dentro la Ue. I migranti prima trattenuti e poi rimpatriati sono in totale «poche decine. Si tratta di persone che non avevano presentato o reiterato richiesta d’asilo e per le quali i Paesi d’origine hanno accolto il rimpatrio. Tranne in un solo caso di un volo partito direttamente da Tirana, i migranti rimpatriati sono stati prima riportati in Italia e poi da qui fatti tornare a casa».
