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Madre tiene sospeso nel vuoto bimbo di due anni, dal balcone. Indagata, replica: «Era una punizione»

14 Marzo 2026 - 16:49 Alba Romano
madre sospeso bambino
madre sospeso bambino
L'allarme è scattato da una vicina di casa che ha visto il piccolo pendere nel vuoto. La spiegazione, culturale, della donna ora indagata per abuso dei mezzi di correzione

Lo ha visto per primo una vicina di casa. Stava stendendo i panni quando ha alzato lo sguardo. E in quel momento, esterrefatta, ha visto una scena che poteva tramutarsi in tragedia. Una donna, al settimo piano, scuoteva forte un bambino di due anni. Lo teneva appeso, a testa in giù, tenuto per i piedi. «Lo reggeva dalle caviglie la testa all’ingiù, sporgendo il suo corpo verso il vuoto. Ho pensato che lo volesse uccidere. Che lo stesse lanciando nel cortile. Per questo ho chiamato subito la polizia», spiega la donna a La Stampa, che ha ricostruito il caso. Il bimbo è sopravvissuto.

«Al mio paese si usa così»

L’episodio, avvenuto nel capoluogo piemontese, risale allo scorso 29 settembre. La signora del settimo piano, madre di due bambini, è ora indagata dalla procura di Torino per abuso dei mezzi di correzione. Inizialmente l’accusa sul fascicolo del pm Fasce deboli era di tentato omicidio. Sulla vicenda rimangono ancora alcuni aspetti da chiarire. «Non volevo ammazzare il mio bambino, stava facendo i capricci e volevo solo spaventarlo. Al mio paese si usa così», avrebbe detto la madre, emigrata da pochi mesi dal Pakistan, davanti agli agenti giunti sul posto. «L’ho messo a testa in giù per riportarlo alla calma», ha aggiunto. Peccato che il piccolo, a testa in giù, pendeva da una altezza di 20 metri.

Madre e bambini in comunità

Data la gravità del fatto la procura dei minori ha collocato sia lei che i figli in comunità. Il tribunale dei minori per ora considera rischioso che la mamma, difesa dall’avvocata Stefania Agagliate, stia da sola con i bimbi. Per un periodo verrà monitorata e affiancata da psicologi e servizi sociali. Inizialmente, quando la donna era accusata di tentato omicidio, i fratellini erano stati accolti in una famiglia. Ma siccome «soffrivano molto», così c’era scritto sulla relazione dei servizi secondo il quotidiano torinese, alla fine è stata trovata una soluzione di compromesso. I bambini sarebbero spaesati, anche perché sono arrivati in Italia solo a settembre.

(Foto di Nicolas Jauregui Casas su Unsplash)


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