La fuga di Elena Burcioiu tra discoteche a Firenze e passeggiate romantiche: ecco cosa ha fatto la 21enne nei giorni in cui tutti la cercavano

Non c’è stato nessun sequestro dietro i dodici giorni di silenzio in cui per Elena Rebeca Burcioiu si è temuto il peggio. La 21enne romena scomparsa da Foggia lo scorso 2 marzo, ha scelto di allontanarsi volontariamente con una fuga d’amore. È stata ritrovata a Firenze, dove ha trascorso quasi due settimane tra le luci delle discoteche e le passeggiate nel centro storico, insieme a un giovane rumeno conosciuto lungo la statale 16 tra Foggia e San Severo.
Il ritrovamento vicino allo stadio
La svolta è arrivata nella serata del 13 marzo. Elena si trovava nei pressi dello stadio di Firenze insieme a un connazionale, lo stesso giovane che era stato visto alla guida della Bmw su cui la ragazza era salita il giorno della scomparsa. Sono stati loro ad avvicinare spontaneamente una pattuglia della Polizia. Elena si è presentata, ha dato le proprie generalità e ha messo fine alle ricerche internazionali: «È stata una mia scelta, volevo solo stare con lui», ha spiegato agli agenti con estrema lucidità.
Il giallo del cellulare e le minacce
Il ritrovamento del suo telefono nelle campagne di Borgo La Rocca, lungo la statale 16, aveva alimentato i sospetti di un atto violento. Ma la verità era molto più semplice: Elena lo aveva gettato volontariamente dal finestrino. Il motivo? Un’amica, preoccupata, continuava a tempestarla di chiamate chiedendole di tornare indietro. In quel momento, Elena cercava solo il silenzio per godersi la sua nuova vita. Prima della fuga, però, la paura era reale. La ragazza, orfana di entrambi i genitori, viveva in condizioni di estrema vulnerabilità. Testimoni l’avevano vista piangere e, solo pochi giorni prima della scomparsa, un uomo albanese l’aveva avvicinata minacciandola: pretendeva il pagamento di una “tassa” per permetterle di prostituirsi lungo la statale tra Foggia e San Severo.
Ti potrebbe interessare
Una nuova possibilità
Per Elena, quel giovane romeno conosciuto proprio su quel tratto di strada non è stato solo un colpo di fulmine, ma forse ha riconosciuto in lui una via d’uscita. La fuga a Firenze rappresenta probabilmente il tentativo di lasciarsi alle spalle un mondo di sfruttamento e violenza. Nonostante le lacrime dei giorni precedenti e i sospetti degli inquirenti su possibili ritorsioni della malavita, la giovane ha confermato che ogni chilometro percorso verso la Toscana è stato un passo verso una libertà che non aveva mai avuto. Ora Elena sta bene e la sua posizione è stata chiarita: per gli investigatori il caso è chiuso.
