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Guerini accusa Meloni di isolare l’Italia: «Basta inseguire Trump, l’attendismo non è più sostenibile. L’Italia scelga l’Europa»

15 Marzo 2026 - 09:10 Cecilia Dardana
lorenzo guerini
lorenzo guerini
Il presidente del Copasir boccia la linea di Palazzo Chigi sull'escalation in Iran: «Serve un coordinamento immediato con l'Ue per evitare che i favori del tycoon a Mosca finanzino la guerra in Ucraina»

Il Golfo è in fiamme, il prezzo del greggio vola e l’Italia si scopre pericolosamente esposta. In questo scenario, Lorenzo Guerini, presidente del Copasir ed ex ministro della Difesa, lancia un monito severo al governo Meloni. Secondo l’esponente dem, l’esecutivo deve smetterla di guardare a Washington con «accondiscendenza» e tornare a muoversi nel solco dell’Unione Europea.

Il “favore” di Trump al Cremlino

Il punto più critico, secondo Guerini, è l’intreccio perverso tra la crisi iraniana e il conflitto in Ucraina. La scelta di Donald Trump di sospendere le sanzioni per chi acquista greggio russo, una mossa per calmierare i prezzi dopo i raid su Kharg, è definita dal presidente del Copasir come una «scelta assai discutibile». «Questa decisione offre a Mosca nuova linfa e maggiori risorse per affondare il colpo in Ucraina. La sospensione delle sanzioni produce un boom di entrate per il Cremlino, che può incassare più soldi per finanziare la guerra contro Kiev».

Addio all’attendismo: «Schierarsi con l’Europa»

Guerini boccia la linea diplomatica tenuta finora da Palazzo Chigi, riassumibile nella formula del “non condanno né condivido” rispetto alle operazioni militari americane. Per il presidente del Copasir, «la posizione di attendismo non è più sostenibile» e l’Italia deve allinearsi immediatamente ai partner europei, seguendo la bussola del Consiglio superiore di Difesa: niente partecipazione alla guerra e giudizio severo sui rischi di escalation. Sul fronte interno, Guerini conferma che il rischio terrorismo è monitorato costantemente: «Il Copasir ha dedicato diverse sedute ai potenziali rigurgiti della crisi iraniana sul versante interno».

Il ritiro da Erbil e la difesa degli interessi nazionali

Sulla decisione di riportare a casa i militari italiani dal Nord dell’Iraq, Guerini concede al governo la piena titolarità nelle valutazioni di sicurezza, ma avverte: «Fatta salva l’emergenza, dobbiamo mantenere inalterata la presenza dell’Italia nella regione. Da lì passano il gas e il petrolio: se le navi non arrivano, le ricadute sui nostri porti e sulla logistica sono devastanti».

Il dialogo con Meloni e il nodo opposizioni

Infine, un passaggio sulle dinamiche interne. Mentre Giuseppe Conte ha rifiutato il tavolo di consultazione proposto dalla Premier, Guerini difende la scelta di Elly Schlein di accettare il confronto: «Bene ha fatto la segretaria a offrire disponibilità al dialogo: è una testimonianza di maturità politica». Il presidente del Copasir riconosce però che, se sull’Iran il centrosinistra ha trovato una voce unitaria, l’Ucraina resta il vero scoglio dell’alleanza: «Kiev è una linea invalicabile. Arrivare a un negoziato non deve tradursi in una resa a Putin».

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