Venezia, parla il prof perseguitato dal suo ex studente: «Minacce per anni e botte dopo che l’ho bocciato, ho dovuto cambiare casa»

«So dove abiti, te la faccio pagare. Per te è finita». È questo il tono delle minacce ricevute per anni dal docente di italiano e storia di un istituto tecnico di Favaro, in provincia di Venezia, dopo la bocciatura di un ex studente ai corsi serali. Escalation culminata nei giorni scorsi con l’applicazione del braccialetto elettronico da parte del Gip, e con un procedimento penale che si è protratto per anni. A parlare ora è il professore, che al Corriere della Sera ricostruisce quanto accaduto e le conseguenze sulla sua vita. «Era l’anno del Covid. Il ministero aveva previsto l’ammissione agli esami per gli studenti che non avevano rispettato la frequenza. In questo caso lo studente non aveva seguito le lezioni. All’esame di Stato non rispose alle domande, non si era preparato. La sua fu una prova penosa. Fu bocciato all’unanimità dalla commissione», premette il docente a colloquio con Rinaldo Frignani. Decisione quindi collegiale, ma che ha finito per rendere il professore il bersaglio principale dello studente.
Il racconto del prof: «Una sera sono stato picchiato»
«Mi trovai davanti all’esame l’alunno e suo padre, un uomo molto alto, fuori dalla scuola. Mi insultavano. Io rimasi in silenzio. Mi accusavano anche per le mie origini meridionali. Non so se sia da collegare a questa vicenda, ma una sera nel 2024 sono stato picchiato fuori scuola e mi hanno rotto le costole. Poi ho scoperto che l’aggressore era il figlio di un docente del Conservatorio», racconta il professore. Sul piano giudiziario, il Tribunale penale ha riconosciuto le sue ragioni nelle varie fasi del procedimento. Il 26enne che lo perseguita da anni, dice il professore, «è un ragazzo fragile, che avrebbe avuto bisogno di un percorso perché ossessionato dalla bocciatura. Io – aggiunge – ero diventato il capro espiatorio. Dopo la sentenza, il giovane ha continuato a importunarmi sui social», prosegue il docente. Che parla di un clima di intimidazioni continue e frasi minacciose come «So dove abiti, ti pedino, te la faccio pagare» o «Come preferiresti morire, bastardo?». E ancora: «Ti sputtanerò talmente tanto che verrai a chiedermi scusa ma sarà troppo tardi. Capito, puttanella?». Il prof ha cambiato auto e casa e dovuto riorganizzare la sua quotidianità.
