Il grosso guaio della Polonia con i 44 miliardi di euro dell’Unione Europea

«Quando Nawrocki mette il veto, Putin festeggia». «Puzza come una calza russa». «Traditore, traditore». Erano solo poche migliaia i polacchi che domenica si sono presentati sotto il palazzo presidenziale a Varsavia. Così come quelli che il giorno prima erano nello stesso luogo a cantare “Glory, Glory Hallelujah” per sostenere la decisione del presidente di mettere il veto sul programma di difesa e riarmo europeo Safe. Rinunciando così a 44 miliardi di euro in prestito da Bruxelles, che sarebbero finiti nelle tasche di 12 mila aziende polacche. «Ha rinunciato a comportarsi da patriota», lo ha accusato Donald Tusk, che poi ha deciso di lanciare sul tavolo della polemica politica l’arma finale: «La Polexit è una minaccia reale oggi».
«La Polexit è una minaccia reale oggi»
«La Confederazione dei partiti della destra radicale polacca e la maggioranza del PiS la vogliono entrambi e Karol Nawrocki è il loro protettore. La Russia, il partito americano Maga e la destra europea, guidata da Orban, vogliono distruggere l’Ue. Sarebbe un disastro per la Polonia. Farò tutto il possibile per fermarli», ha aggiunto il premier polacco puntando il dito sul presidente sovranista che ha rinunciato ai soldi dell’Europa in quella che invece è una delle tessere dello scontro sempre meno sotterraneo che nell’Europa dell’Est va avanti tra le influenze americane, quelle russe e la paura di un’Unione Europea a egemonia tedesca. Mentre dimostra a Varsavia come al resto del mondo che Donald Trump è un fattore di instabilità.
SAFE
Partiamo dall’inizio. SAFE (Security Action for Europe) è lo strumento con cui l’Unione Europea intende «rafforzare la sua base industriale e tecnologica nel campo della difesa». Prevede un plafond complessivo di 150 miliardi di euro in prestiti agevolati agli Stati membri allo scopo di accelerare gli investimenti comuni e coordinare progetti strategici. La Polonia ha presentato alla Commissione Europea una richiesta preliminare di circa 45 miliardi di euro, la più alta tra tutti i Paesi dell’Unione. Alla fine ha ottenuto l’approvazione di progetti per 43,7 miliardi di euro. SAFE però ha una regola: deve anche stimolare la cooperazione industriale europea e la filiera tecnologica comune. Per questo, almeno il 65% dei componenti dovrà provenire da imprese europee. È la clausola Buy European e ha fatto arrabbiare gli Stati Uniti.
Karol Nawrocki
E qui entra in scena Nawrocki. Giovedì 12 marzo in un discorso alla nazione ha annunciato che non firmerà la legge di attuazione del Safe. Nonostante serva per la difesa dalla minaccia russa, che in Polonia così come in tutta l’Europa dell’est è molto sentita. O nonostante i prestiti per 43,7 miliardi di euro. « Non firmerò mai una legge che comprometta la nostra sovranità, indipendenza, sicurezza economica e militare», ha detto storico di formazione eletto nel giugno 2025 con il sostegno del partito ultraconservatore Diritto e Giustizia (PiS, all’opposizione). Nonostante entro il 2026 si prevede che la spesa militare della Polonia supererà il 4,8% del PIL, rendendo il suo bilancio uno dei più alti della NATO. Nawrocki e il PiS considerano il programma Safe un cavallo di Troia che permette a Bruxelles – e alla Germania, ancora percepita da alcuni a destra come il vicino dominante – di esercitare pressioni su Varsavia. Attraverso il meccanismo di controllo sull’assegnazione dei fondi.
Debiti, generazioni e interessi
In più, Safe è un prestito di 45 anni con interessi da pagare pari a 180 miliardi di zloty (circa 49 miliardi di dollari); «Pertanto, i polacchi dovranno rimborsare il doppio dell’importo del prestito, mentre le banche e le istituzioni finanziarie occidentali ne trarranno vantaggio. Il debito può essere accumulato in un giorno, ma ci vorrà una generazione per ripagarlo». Al suo posto Nawrocki ha proposto un progetto alternativo che sarebbe invece «nazionale e sovranista». Si chiama Safe 0% e lo ha presentato lui stesso insieme al presidente della Banca Nazionale Polacca (NBP), Adam Glapinski, anche lui vicino al PiS. Prevede di utilizzare i profitti della Nbp generati dalla rivalutazione delle riserve auree e valutarie per finanziare la difesa. Il governo ha detto che è «un programma a zero zloty» e ha ricordato che la banca centrale registra perdite da diversi anni.
Usa e Germania
È difficile presentare Nawrocki come un alleato di Putin, anche se lui stesso ha detto che è pronto a sedersi sul tavolo della trattativa anche con lo Zar per gli interessi della Polonia. Ma dietro lo scontro tra presidente e premier polacco c’è altro. Secondo il politologo Jaroslaw Kuisz, caporedattore di Kultura Liberalna, sentito dall’agenzia di stampa France Presse, entrambe le parti concordano sulla necessità di aumentare la spesa militare per contrastare la minaccia della Russia, con cui la Polonia condivide un confine. Ma con le elezioni parlamentari a poco più di un anno di distanza il presidente non può permettere al governo di raccogliere i frutti di questo enorme investimento, che rappresenta un’inaspettata manna per le comunità locali.
Washington e Berlino
«Il presidente vuole danneggiare il primo ministro il più possibile», ha detto Kuisz all’AFP. Safe andrebbe a beneficio di aziende principalmente situate nelle province, roccaforte elettorale del PiS. Una volta avviato il programma, «le aziende, in particolare nel settore degli armamenti (…), migliaia di persone avranno a disposizione enormi somme di denaro entro un anno, che saranno ridistribuite. Questo sarebbe un ulteriore fattore di crescita economica», ha osservato Kuisz. Il presidente e l’opposizione nazionalista, vicina a Washington, ritengono che Safe escluderebbe le aziende americane del settore degli armamenti dai futuri contratti e porrebbe la Polonia «sotto lo stivale tedesco», ha concluso Kuisz. «Questo accordo mira ad incatenarci ulteriormente con varie dipendenze e a facilitare questo processo di avvicinamento a un’Europa interamente dominata dalla Germania», ha spiegato Jarosław Kaczyński, leader del PiS.
Polonia armata
«Il veto del presidente non ci fermerà. Il piano “Polonia armata” verrà attuato», ha detto Tusk, che 24 ore dopo l’annuncio del capo dello Stato ha rivelato il suo piano B, ovvero ha adottato una risoluzione per garantire che i 139 progetti del piano abbiano comunque i soldi per partire. «La Polonia è sotto shock da ieri. La storia giudicherà la decisione del presidente», ha tuonato il primo ministro. Mentre nei giorni scorsi c’è chi ha fatto notare che nel piano alternativo Safe 0% c’è l’esplicità possibilità di « scegliere equipaggiamenti provenienti dall’Ue o da altre regioni del mondo”, strizzando l’occhio ai fornitori a stelle e strisce». Da Bruxelles fanno sapere che la Polonia rappresenta la spina dorsale del fianco orientale della Nato e per questo un suo parziale disimpegno rischierebbe di depotenziare l’intero piano di sicurezza, proprio nel momento di massima tensione geopolitica.
Varsavia trumpiana o tedesca?
Lo slogan con cui Nawrocki ha vinto le elezioni era «Prima la Polonia, prima i polacchi». Ha incontrato Trump celebrando la sua amicizia con il presidente Usa. Oltre che all’aborto, è contrario anche alla contraccezione di emergenza e alle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Di fronte ai rifugiati ucraini che vivono nel paese ha detto che «nelle code davanti agli studi dei medici e agli ospedali», i polacchi dovrebbero «avere la priorità» e e ha accusato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di «insolenza» nei confronti della Polonia. Lo scontro tra Tusk e Nawrocki è tra due visioni antitetiche della Polonia. Ora i polacchi dovranno scegliere tra Trump e la Germania.
