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RSF contro i propagandisti filorussi: «Fingono di essere giornalisti, vanno sanzionati»

17 Marzo 2026 - 11:37 David Puente
Primo piano di Adrien Bocquet con il logo di Reporter Senza Frontiere (RSF) per le sanzioni UE sulla propaganda russa.
Primo piano di Adrien Bocquet con il logo di Reporter Senza Frontiere (RSF) per le sanzioni UE sulla propaganda russa.
L'organizzazione che tutela la libertà di stampa sostiene le sanzioni UE contro Adrien Bocquet: «Gli agenti di influenza straniera e di disinformazione devono essere smascherati»

L’organizzazione Reporters Without Borders (RSF) ha assunto una posizione chiara e decisa contro gli organi di propaganda del Cremlino e dei loro collaboratori. Attraverso un post X, l’Ong sostiene apertamente le sanzioni UE contro il francese Adrien Bocquet, autore di bufale sulla strage di Bucha per coprire i crimini di guerra di Mosca. L’Organizzazione, che ogni anno stila la classifica mondiale della libertà di stampa, figure come Bocquet «fingono di essere giornalisti» al solo scopo di diffondere disinformazione e giustificare l’invasione russa in Ucraina, celebrando la politica estera russa.

L’affondo social colpisce direttamente l’agenzia russa International Reporters, dove opera l’italiano Andrea Lucidi in qualità di caporedattore, realtà con cui Bocquet ha collaborato in passato.

L’attacco di RSF: «Fingono di essere giornalisti»

In un post X, pubblicato il 16 marzo 2026, RSF ha rivendicato il ruolo della propria investigazione nell’esporre la rete di Adrien Bocquet. «Gli agenti di influenza straniera e disinformazione che, come Bocquet, fingono di essere giornalisti, devono essere smascherati e disciplinati» («disciplined*»), ha dichiarato l’Ong. Di fatto, RSF non si limita più a difendere la categoria, ma punta il dito su chi ne usa il nome minacciando la vera informazione.

Screenshot del post pubblicato su X (Twitter) dall'account ufficiale di Reporters Without Borders (@RSF_inter) il 16 marzo 2026. L'immagine mostra il testo del post che annuncia i risultati dell'investigazione sulla piattaforma International Reporters e su Adrien Bocquet, definendoli agenti di influenza e disinformazione.
Il post pubblicato da Reporters Without Borders (RSF) su X il 16 marzo 2026. L’Ong rivendica il ruolo della propria indagine nel portare alle sanzioni UE contro Adrien Bocquet. Nell’immagine è presente la foto di Andrea Lucidi.

Da finto volontario a reclutatore di Putin: l’affondo di Parigi su Adrien Bocquet

Il Ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha confermato l’inserimento di Bocquet nel 20° pacchetto di sanzioni UE. Secondo Barrot, Bocquet non sarebbe solo un diffusore di fake news, ma avrebbe agito come «reclutatore di combattenti stranieri» per conto di Vladimir Putin. Le misure sono state adottate per il suo ruolo attivo nel fabbricare narrazioni false sui massacri di civili a Bucha, spacciandosi per un volontario umanitario.

Foto di copertina: A sinistra, il propagandista Adrien Bocquet e il logo di RSF.

Nota: In merito al titolo e alle citazioni riportate, si precisa che nel post originale pubblicato su X il 16 marzo 2026, l’organizzazione Reporters Without Borders (RSF) ha utilizzato il termine inglese “disciplined”. L’espressione originale completa è: «Agents of foreign influence and disinformation who, like Bocquet, pretend to be journalists, must be outed and disciplined». La scelta di rendere nel titolo il termine con “sanzionati” è motivata dalla necessaria contestualizzazione giornalistica: la presa di posizione di RSF è giunta in risposta immediata all’inserimento di Adrien Bocquet nel 20° pacchetto di sanzioni ufficiali dell’Unione Europea, che prevede misure restrittive economiche e di movimento.