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Meloni a Pulp, tra referendum e Iran: «Non sono vigliacca se non condanno gli Usa. Serve trovare un accordo per l’uranio su scopi civili» – Il video

19 Marzo 2026 - 13:56 Stefania Carboni
meloni pulp intervista
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La premier intervistata nel podcast di Fedez e Mr. Marra: «È più pericolosa una guerra oggi per impedire all'Iran di avere una bomba nucleare o è più pericoloso che il regime degli ayatollah possa attaccarmi domani?»

«Il punto di vista di chi sta al governo rispetto alle semplificazioni che io leggo su questi temi è: è più pericolosa una guerra oggi per impedire all’Iran di avere una bomba nucleare o è più pericoloso che il regime degli ayatollah possa attaccarmi domani con una bomba nucleare. Quindi, lo scenario diventa un po’ più complesso» si chiede la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ai microfoni di “Pulp Podcast” di Fedez e Mr. Marra. Dire che il governo italiano condanna l’attacco degli Stati Uniti all’Iran «anche quello è uno scenario pericoloso e lo sarebbe per te e non per gli americani. E nella mia posizione di presidente del Consiglio, mi permetterete.. se non ho queste certezze, ed essendo la sicurezza degli italiani a repentaglio, non è perché sono vigliacca o non lucida. Ma devo fare valutazioni più complesse e sapendo che avranno conseguenze per gli altri». «Ci sono state delle reazioni spropositate» da parte di Israele, «dopodiché per Israele, visto dal suo punto di vista quella dell’Iran è una minaccia sistemica», ha sottolineato.

«La guerra non piace a nessuno però qual è il possibile scenario alternativo?»

«Se la domanda è che cosa si pensa dell’attacco americano e israeliano nei confronti dell’Iran, la questione è abbastanza complessa, perché chiaramente io sono molto preoccupata da una evidentissima crisi del diritto internazionale che ormai è sotto gli occhi di tutti, che viene da un lungo percorso e che però ha dei fatti che sono stati particolarmente determinanti e che produce un mondo nel quale si continuano a moltiplicare le decisioni unilaterali, le iniziative unilaterali, quello che accade fuori dai vincoli e dai perimetri del diritto internazionale», ha dichiarato Meloni. «Il punto è che – ha detto ancora – noi stiamo vivendo in un mondo nel quale ti trovi a scegliere tra posizioni, tra scenari che sono tutti poco rassicuranti. Nel caso specifico dell’Iran, quello che dicono gli americani è che non è stato possibile chiudere un accordo con l’Iran sul nucleare iraniano. Ci sono diversi esperti indipendenti che dicono che l’Iran è arrivato a una capacità di arricchimento dell’uranio che viaggia intorno al 60%», che «è molto superiore a quello che serve per l’uranio a scopi civili e molto vicino a quello che serve per produrre una bomba nucleare. Quindi, diventa uno scenario che devi calcolare sia per quello che ovviamente fronteggi con la guerra sia per la possibile alternativa. Il punto è che chiaramente la guerra non piace a nessuno però qual è il possibile scenario alternativo? Chiaramente, penso che nessuno di noi si può permettere di avere un regime degli ayatollah che si dota ad una bomba nucleare, atteso che ha anche missili a lungo raggio, perché sarebbe ovviamente molto pericoloso per noi».

La soluzione secondo Meloni: diplomazia con Turchia e India

«Il punto è che io non ho, non essendo stato al tavolo delle negoziazioni, elementi certi né per confermare né per confutare quello che dicono gli americani sulla impossibilità di chiudere un accordo con l’Iran e quindi continuo a perseguire questa strada che secondo me è l’unica tra questi scenari ragionevole, cioè quella di tentare di chiudere un accordo per cui l’Iran accetta di utilizzare l’uranio solamente a scopi civili e non a scopi militari. Non so dire se ad oggi ci siano ancora queste condizioni, ma chiaramente è quello che con i partner stiamo chiaramente perseguendo, perché la posizione italiana alla fine è la posizione della quasi totalità dei paesi europei è quella sulla quale bisogna continuare a cercare di lavorare», ha dichiarato la premier. «Tutte le volte che ho parlato con gli americani erano determinati a trovare un accordo», spiega la presidente del Consiglio. Con gli iraniani «non c’è un dialogo così franco», ma l’Italia può «avere un ruolo diplomatico». «E due paesi che possono fare la differenza penso che siano la Turchia e l’India, che sono rispettati anche dall’Iran», ha detto Meloni.

Ucraina e referendum

Dire che il presidente ucraino «Zelensky non voleva nessun tipo di accordo mi pare un po’ forte. Allo stato attuale mi pare che la Russia non vuole nessun tipo di accordo», ha sottolineato la premier, parlando della guerra russo-ucraina. E infine anche un punto sul referendum sulla Giustizia imminente. «Il fronte del ‘no’ lavora per farlo diventare un Referendum contro il governo e ha difficoltà a stare nel merito della proposta, che invece è di buon senso e l’unico strumento che ha è dire: ‘Vai a votare per mandare a casa Meloni’. Io penso che sia una trappola, anche per quelli che mi detestano perché non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. Se la detesti e sei d’accordo con la riforma, secondo me, vota sì e tra un anno vai a votare per cacciarla. Anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema», ha spiegato Meloni.

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