Così l’Iran caccia il suo miglior giocatore dai Mondiali per una foto con il “nemico”

Sardar Azmoun è uno dei migliori calciatori iraniani. È autore di 57 gol in 91 presenze con la sua nazionale dal suo debutto nel 2014. Attualmente gioca nello Shabab Al-Ahli dopo aver costruito gran parte della sua carriera nello Zenit di San Pietroburgo (79 presenze e 52 gol) e nel Bayer Leverkusen. Al suo attivo anche 23 presenze e tre gol nel campionato italiano, dove ha indossato la maglia della A.S. Roma. Eppure è stato espulso dalla nazionale. Per un presunto atto di slealtà nei confronti del governo, secondo quanto riportato dai media iraniani. E anche se è il calciatore più popolare in Iran, ora la sua partecipazione ai Mondiali 2026 è a rischio
La foto che inguaia Azmoun
La manifestazione si gioca dall’11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Messico e Canada. Azmoun, che gioca negli Emirati Arabi Uniti con lo Shabab Al-Ahli, ha fatto arrabbiare le autorità iraniane questa settimana pubblicando sul suo profilo Instagram una foto di un incontro con il governatore di Dubai, Mohammed bin Rashid Al Maktoum. L’Iran ha lanciato attacchi missilistici e con droni contro gli Emirati Arabi Uniti in seguito ai raid aerei di Stati Uniti e Israele, che hanno ucciso la Guida Suprema del Paese, l’Ayatollah Ali Khamenei.
E per questo, secondo un articolo dell’agenzia di stampa Fars, legata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (CRIS), che ha citato «una fonte informata all’interno della nazionale», Azmoun sarebbe stato espulso dalla squadra. La nazionale maschile iraniana disputerà due amichevoli internazionali ad Antalya, in Turchia, contro la Nigeria il 27 marzo e contro il Costa Rica quattro giorni dopo, nell’ambito della preparazione ai Mondiali.
L’immagine rimossa
Il calciatore ha successivamente rimosso le immagini, ma è stato comunque duramente criticato giovedì dalla televisione di stato. Il commentatore sportivo Mohammad Misaghi ha definito le azioni dell’attaccante un atto di slealtà. «È un peccato che tu non abbia abbastanza buon senso per capire quale tipo di comportamento sia appropriato in un dato momento», ha detto Misaghi. «Non dovremmo usare mezzi termini con queste persone. Bisogna dire loro che non sono degne di indossare la maglia della nazionale. Non abbiamo pazienza per questo comportamento capriccioso e infantile. I giocatori della nazionale dovrebbero essere persone che cantano con orgoglio l’inno nazionale e meritano di indossare la maglia dell’Iran». La Federazione calcistica della Repubblica islamica dell’Iran (FFIRI) non ha risposto alle richieste di commento dell’agenzia di stampa Reuters.
Il sequestro dei beni
Azmoun, 31 anni, è uno dei calciatori più popolari in Iran, dove il calcio è un’ossessione nazionale.
Secondo il canale Novad News ieri 19 marzo è stato emesso un ordine per il sequestro dei beni di Azmoun, di un altro attaccante della nazionale che gioca negli Emirati Arabi Uniti, Mehdi Ghayedi, e dell’ex nazionale Soroush Rafiei. Misaghi ha parlato sullo sfondo di immagini di una cerimonia di benvenuto per la nazionale femminile iraniana al suo ritorno a Teheran dall’Australia. Una delegazione ha accettato asilo in Australia dopo essere stata etichettata come «traditrice in tempo di guerra» dalla televisione di stato iraniana per non aver cantato l’inno nazionale prima di una partita della Coppa d’Asia femminile. Cinque giocatrici hanno poi deciso di tornare in Iran.
Il precedente
Nel settembre 2022 Azmoun aveva pubblicato una storia in cui esprimeva sostegno alla protesta delle donne iraniane. «Noi calciatori non possiamo esprimerci prima della fine di questo ritiro per via del regolamento interno della Nazionale, ma personalmente non sono più in grado di tollerare il silenzio. La punizione può essere che mi escludano dalla squadra, ma è un piccolo prezzo da pagare, un sacrificio che farei anche per una sola ciocca di capelli di una donna iraniana. Vergognatevi per la facilità con cui uccidete le persone. Lunga vita alle donne iraniane». Alcune ore dopo la pubblicazione del messaggio, però, dal profilo dell’attaccante iraniano erano scomparsi tutti i post, incluso quello a sostegno delle donne iraniane. Successivamente il calciatore era stato convocato lo stesso per i Mondiali in Qatar.
