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Donald Trump «ha dichiarato guerra alla Chiesa cattolica». L’accusa durissima al presidente Usa della rivista dei gesuiti americani

21 Marzo 2026 - 19:36 Fosca Bincher
America magazine, vicinissima a papa Francesco ma ora anche a papa Leone XIV, attacca frontalmente il presidente Usa sulla guerra all’Iran, il negazionismo climatico e le politiche antimmigrazione

Il titolo non lascia spazio ad interpretazioni: «Il governo degli Stati Uniti è in guerra con la Chiesa cattolica». Così America, la rivista Usa dei gesuiti, vicinissima a papa Francesco, ma non lontana nemmeno da papa Leone XIV, ha pubblicato in apertura un commento durissimo nei confronti di Donald Trump. La firma è quella di uno degli editorialisti di punta, Nathan Schneider, che senza mezzi termini definisce gli Stati Uniti di oggi «una potenza ostile» alla Chiesa cattolica. La guerra all’Iran, certo, è l’ultimo atto che segna una distanza non più recuperabile. Ma quasi tutte le politiche interne e internazionali varate dal presidente degli Stati Uniti sono citate per mostrare questa frattura irreparabile.

L’amministrazione Trump su ogni dossier contro l’insegnamento cattolico

Secondo la rivista dei gesuiti «la maggior parte dei cattolici sembra non essersi resa conto della gravità del conflitto in corso negli Stati Uniti. Si può andare in chiesa, vedere una bandiera americana accanto all’altare, pregare per il Paese e i suoi leader, condividere la comunione con i compagni di fede e tornare a casa con l’impressione che la bandiera e la croce siano più o meno in armonia. Ma non è così. Visti attraverso gli occhi del recente insegnamento della Chiesa, e soprattutto alla luce del ministero di Gesù, gli Stati Uniti d’America sono una potenza ostile – un paese così avvolto nelle vesti dei propri idoli da essere incapace di ascoltare i profeti che la Chiesa ha suscitato, dal Santo Padre a un bambino in un centro di detenzione». Parole durissime, cui si aggiunge: «Su una questione dopo l’altra, il governo degli Stati Uniti ha contraddetto il recente insegnamento cattolico — e non in modo sottile, ma ostentando i propri atti di opposizione all’insegnamento dell’istituzione religiosa che rappresenta più americani di qualsiasi altra».

Screen home page «America» magazine

I gesuiti contro il negazionismo di Donald sul cambiamento climatico

Trump secondo i gesuiti ha dichiarato guerra agli insegnamenti ambientalisti degli ultimi quattro papi che hanno insistito su una «gestione responsabile del creato di Dio nella natura, e in particolare l’attenzione alla crisi ecologica del cambiamento climatico causata dall’uomo». L’amministrazione Usa invece «ha intrapreso una campagna di terra bruciata contro qualsiasi sforzo volto a riconoscere o mitigare il cambiamento climatico e altre forme di disturbo ambientale. Si è ritirata dagli accordi globali sul clima, ha tagliato i fondi alla ricerca scientifica sull’argomento, ha cancellato progetti di energia pulita, ha scoraggiato l’elettrificazione e ha raddoppiato la posta sui combustibili fossili —anche quando l’industria energetica preferirebbe non farlo. Il presidente e la sua amministrazione mostrano abitualmente il loro disprezzo per qualsiasi tentativo di mitigare le cause o gli effetti del cambiamento climatico».

Scandalo per l’utilizzo di passaggi della Bibbia nelle politiche antimmigrazione

Nel mirino della rivista naturalmente le politiche sulla immigrazione: «Gli Stati Uniti non riescono da tempo ad approvare una legislazione che aggiorni la legge sull’immigrazione in modo umano, ma la politica di Trump è quella di intensificare la crudeltà del sistema. Il processo per la concessione dell’asilo ai rifugiati è stato sospeso. Agli studenti internazionali vengono revocati i visti. Le retate di espulsione stanno terrorizzando le comunità di immigrati e intere città. Il governo che ha deportato immigrati in campi di lavoro all’estero sta anche costruendo un massiccio sistema nazionale di detenzione per immigrati – in un paese che ha già il più alto tasso di incarcerazione di qualsiasi democrazia del pianeta. I bambini vengono portati via dalle loro case e dalle loro scuole». Ma quel che più sembra irritare i gesuiti è l’utilizzo strumentale della religione anche per questo: «Passaggi biblici», scrive la rivista, «vengono utilizzati negli annunci di reclutamento per l’Immigration and Customs Enforcement, l’agenzia più strettamente legata alla strategia del governo di glorificare la brutalità».

La guerra: «praticata la violenza preventiva come funzione dello Stato»

Durissimo il passaggio sull’uso «della guerra come pratica normale di governo». Secondo America «il governo degli Stati Uniti ha praticato sempre più spesso la violenza preventiva come una normale funzione dello Stato. L’amministrazione Trump ha fatto ricorso a attacchi spettacolari, come in Iran e in Venezuela, per raggiungere obiettivi politici anche quando non vi è una minaccia imminente per gli Stati Uniti. Nel contesto di Gaza, dove i diplomatici statunitensi hanno mediato un presunto cessate il fuoco, le truppe israeliane sostenute dagli Stati Uniti hanno ucciso centinaia di palestinesi da quando l’accordo è entrato in vigore. Come ha detto Papa Leone XIV, la promessa di un ordine internazionale che aspira alla pace ha lasciato il posto a un mondo in fiamme».

I cattolici devono rifiutare la chiamata alle armi del presidente Usa

Padre James Martin, il gesuita editor at large della rivista

Secondo la rivista dei gesuiti americani di cui è editor at large padre James Martin (da anni sacerdote simbolo dell’apertura della Chiesa cattolica al mondo Lgbtq+) anche la discriminazione di genere praticata dalla amministrazione americana è uno dei punti di frattura con il cattolicesimo. E l’articolo così conclude: «La guerra contro l’insegnamento cattolico è meno evidente rispetto ai recenti spettacoli di violenza del governo, da Minneapolis a Teheran. È anche meno visibile. Ma una volta che si comincia a notarla, lo stato di guerra è chiaro. Quale è, allora, la responsabilità dei cattolici americani? Date a Cesare ciò che è di Cesare: certo, può avere tutte le meme-coin che vuole. A Dio, invece, dobbiamo un’obbedienza molto più significativa, come fece Gesù: rifiutare la chiamata alle armi e ascoltare la chiamata all’amore».

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