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Dallo smart working ai metodi di cottura: 10 azioni per fermare i rincari della guerra in Medio Oriente

23 Marzo 2026 - 09:24 Ugo Milano
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L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha presentato un decalogo contro il caro-petrolio: «Incentivare il trasporto pubblico, evitare i viaggi aerei»

Smart working, auto in garage e stop ai viaggi in aereo. Sono tra le principali raccomandazioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) per ridurre l’impatto economico sui consumatori dovuto alle turbolenze dei mercati petroliferi legate alla guerra in Medio Oriente. Il conflitto ha provocato la più grave interruzione dell’offerta nella storia del mercato globale del petrolio: il traffico nello Stretto di Hormuz – da cui passa circa il 20% del consumo mondiale – è stato drasticamente ridotto. Questa contrazione ha reso i mercati molto più rigidi, facendo salire il prezzo del greggio oltre i 100 dollari al barile e causando rincari ancora più consistenti nei prodotti raffinati, come diesel, carburante per aerei e GPL. «Le misure sul fronte dell’offerta da sole non possono compensare pienamente l’entità della perturbazione. Affrontare la domanda è uno strumento critico e immediato per ridurre la pressione sui consumatori, migliorando l’accessibilità economica e sostenendo la sicurezza energetica», rileva l’AIE, dopo che i Paesi membri avevano concordato il rilascio di 400 milioni di barili di petrolio, lo scorso 11 marzo.

Cosa contiene il rapporto dell’AIE?

Nel rapporto, l’AIE propone dieci misure concrete che governi, imprese e cittadini possono adottare. Gli interventi riguardano soprattutto il trasporto su strada, responsabile di circa il 45% della domanda globale di petrolio, ma coinvolgono anche settori come l’aviazione, la cucina e il lavoro. Tra le azioni immediate, l’Agenzia indica innanzitutto il ricorso dello smart working, ove possibile, così da limitare gli spostamenti casa-lavoro. A questo si affianca la riduzione dei limiti di velocità in autostrada di almeno 10 chilometri/orari, una misura capace di diminuire i consumi di carburante per auto, furgoni e camion. 

Più trasporto pubblico, meno viaggi aerei 

Fondamentale è anche incentivare il trasporto pubblico, spingendo i cittadini a lasciare l’auto privata per autobus e treni, così come introdurre sistemi di rotazione delle targhe nelle grandi città per ridurre traffico e consumi. Un contributo rilevante può arrivare inoltre dall’incremento del car sharing e dall’adozione di stili di guida più efficienti, inclusi quelli applicati ai veicoli commerciali e alla logistica delle merci, attraverso una migliore manutenzione e ottimizzazione dei carichi. 

Sul fronte energetico, si propone di deviare l’uso del GPL dal trasporto, favorendone l’impiego per esigenze essenziali come la cucina, e di promuovere, ove possibile, soluzioni alternative più moderne e sostenibili per cucinare, come l’elettrico. Infine, anche l’industria è chiamata a fare la sua parte, sfruttando la flessibilità nell’uso delle materie prime petrolchimiche e implementando misure rapide di efficienza e manutenzione, mentre sul piano dei trasporti si raccomanda di evitare i viaggi aerei quando esistono alternative valide, così da ridurre ulteriormente la pressione sulla domanda di carburanti.

Foto copertina: PEXELS/Vlada Karpovich

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