Comprano una villetta, pagano l’anticipo ma la società immobiliare va in bancarotta: così quattro famiglie del Veronese rischiano di perdere la casa

Doveva essere il traguardo di una vita, ma si è trasformato in una corsa contro il tempo per non perdere tutto. È la situazione in cui si trovano quattro famiglie che avevano acquistato una villetta nel Residence Europa, a Vago di Lavagno, nel Veronese. Dopo aver firmato i preliminari e versato somme consistenti, al momento del rogito, avvenuto lo scorso autunno, hanno scoperto che la società costruttrice, Immobiliare PM, era stata dichiarata in liquidazione giudiziaria. Il problema è che le abitazioni risultano ancora intestate all’impresa e ora rischiano di finire all’asta, non alle famiglie intenzionate a comprarle.
L’udienza e l’elenco dei creditori
Nella giornata di ieri, racconta il Corriere del Veneto, si è svolta l’udienza di verifica dei crediti per esaminare le richieste avanzate nei confronti di Immobiliare PM, società con socio unico Matteo Santi. I creditori sarebbero circa una trentina, tra cui figurano anche le quattro famiglie acquirenti, ammesse come creditori. Due di loro avevano versato cifre rilevanti per gli stati di avanzamento lavori: circa 155 mila euro nel primo caso e 145 mila euro nel secondo, dopo aver firmato il preliminare e registrato l’atto all’Agenzia delle Entrate.
Il rischio dell’asta e il documento irregolare
L’inserimento tra i creditori consente ora alle famiglie di partecipare all’eventuale asta, con la prospettiva paradossale di dover acquistare nuovamente la propria casa. Una possibilità che però non tutti possono permettersi. Alla base della vicenda, secondo quanto riferito dagli acquirenti, ci sarebbero gravi carenze nelle garanzie. «Abbiamo sottoscritto un contratto su carta senza tutele legali, perché la fideiussione, che è obbligatoria e che oggi sarebbe la nostra assicurazione e la nostra salvezza, con inganni promesse ed imbrogli non ci è mai stata data e quella che poi ci è stata consegnata dopo tante pressioni era, a detta del nostro notaio, irregolare», spiega una delle famiglie coinvolte. Le abitazioni erano ormai prossime alla consegna e, in alcuni casi, già arredate. Durante i lavori, racconta ancora il Corriere del Veneto, sarebbero state esercitate pressioni per ulteriori pagamenti legati all’avanzamento del cantiere, anche con il timore che gli immobili potessero essere ceduti a terzi.
Foto copertina: Unsplash/Jakub Żerdzicki
