Il Giappone mette un freno all’iper-connessione: lo smartphone si potrà usare solo due ore al giorno

Il Giappone tenta di porre un freno alla crescente dipendenza da smartphone. Nella città di Toyoake, situata nella prefettura di Aichi, l’amministrazione comunale ha varato un’ordinanza che fissa un riferimento temporale massimo per l’uso dei dispositivi digitali, invitando i cittadini a non superare le due ore al giorno. Il provvedimento non si limita a una raccomandazione generica ma introduce suggerimenti specifici per le fasce più giovani, esortando gli studenti delle elementari a spegnere gli schermi dopo le 21:00 e i ragazzi più grandi dopo le 22:00.
I disturbi causati dallo smartphone
L’iniziativa nasce da una preoccupazione concreta per la salute pubblica, legata all’aumento dei disturbi del sonno, al calo del rendimento scolastico e alla progressiva erosione della comunicazione all’interno dei nuclei familiari. Nonostante il termine “ordinanza” possa suggerire l’imposizione di sanzioni, il Comune ha chiarito che non sono previste multe né controlli. Si tratta di una linea guida educativa che cerca di bilanciare il benessere collettivo con la sacralità dei diritti individuali, un tema molto sentito in Giappone dove simili tentativi normativi in passato sono stati portati davanti ai tribunali dai cittadini per presunta interferenza nelle scelte personali.
Il digitale in Giappone
Il rapporto tra il Giappone e il mondo digitale appare spesso distorto agli occhi degli osservatori esterni. Sebbene il Paese sia stato un pioniere della cultura mobile fin dagli anni Novanta, la digitalizzazione sociale e amministrativa procede con una lentezza sorprendente rispetto ad altre economie avanzate. Molte istituzioni continuano infatti a fare affidamento su strumenti tradizionali come documenti cartacei, fax e i celebri inkan, i timbri personali necessari per convalidare atti ufficiali. Questa dicotomia è diventata così evidente durante la pandemia che il governo ha dovuto istituire un’Agenzia per il Digitale nel 2021 per tentare di colmare il divario tecnologico della pubblica amministrazione.
I rischi dell’iper-connessione
Parallelamente a questa arretratezza burocratica, il Paese affronta i rischi dell’iper-connessione. Il dibattito pubblico è sempre più focalizzato sull’isolamento sociale e sulla dipendenza dai videogiochi, fenomeni che convivono con scene di vita quotidiana ancora ancorate alla tradizione. Non è raro vedere bambini che utilizzano tablet all’avanguardia tra i banchi di scuola, mentre i loro genitori continuano a compilare moduli a penna in farmacia o a inviare messaggi scritti a mano agli insegnanti.
