«Caroccia spiegherà ai pm quando e come ha conosciuto Delmastro», l’avvocato del ristoratore a Open

Vogliono parlare coi magistrati inquirenti quanto prima, sia la giovane Miriam Caroccia sia suo padre Mauro, condannato in via definitiva a quattro anni per intestazione fittizia di beni per conto del clan di Camorra guidato dal boss Michele Senese (Caroccia è detenuto nel carcere di Viterbo). Dopo la notizia pubblicata stamattina secondo la quale negli atti della dda di Roma i due Caroccia sarebbero accusati di aver usato anche il ristorante «Bisteccheria d’Italia” e la società «Le 5 forchette srl», di cui Miriam è stata a lungo amministratrice unica (dall’atto di nascita nel 2024) e quindi titolare, per riciclare soldi dei clan, respingono le accuse, tramite il loro legale e rilanciano l’appuntamento in procura a Roma. A metà di questa settimana.
L’amicizia e gli affari
«Spiegheremo tutto, a cominciare da come Caroccia ha conosciuto Delmastro. Che si conoscono e sono in buoni rapporti mi pare evidente», spiega l’avvocato Fabrizio Gallo, che assiste Mauro e Miriam Caroccia, a Open parlando del legame tra l’imprenditore e l’ex sottosegretario che, in seguito all’inchiesta – e all’indomani dell’esito referendario – è stato costretto a dimettersi.
I due si difenderanno dall’accusa di aver utilizzato il denaro della Camorra nel ristorante Bisteccheria d’Italia o nella società «Le 5 forchette Srl» ma in ogni caso, dice il loro legale: «E’ singolare che l’accusa di riciclaggio riguardi solo una dei soci, cioè Miriam. Se riciclaggio c’è stato dovrebbe riguardare tutti».
I problemi economici del locale
Secondo la versione della difesa carte alla mano sarà possibile dimostrare con quali soldi è stato gestito il ristorante di via Tuscolana di cui Andrea Delmastro è stato prima frequentatore e quindi socio: «I problemi economici sono stati continui. Il ristorante ha subito due incendi dolosi, ascrivibili a minacce di clan non certo felici per l’esistenza del business. Caroccia ha avuto a lungo difficoltà nel pagare l’affitto. E il capitale investito è stato irrisorio».
Già nei giorni scorsi, Miriam Caroccia aveva fatto sapere di essere estranea alla vicenda, di non aver mai compreso di essere titolare della società che gestisce il ristorante in cui lei lavora come cameriera (o in ogni caso non le risulta che sia così) e che è pronta a dimostrare di non aver mai consegnato cifre in denaro a qualcuno per entrare in affari.
