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«Il mio ex marito ha diffuso le mie foto porno false e ha fatto sesso al telefono spacciandosi per me»

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Collien Fernandes ha accusato il conduttore tv Christian Ulmen di aver diffuso immagini pornografiche generate con l'Ai che la ritraggono. La denuncia in Spagna e cosa dice la legge tedesca

Da giorni in Germania è in corso un acceso dibattito sulla violenza digitale. Tutto è iniziato con la denuncia della nota attrice Collien Fernandes, che ha accusato l’ex marito, il conduttore televisivo Christian Ulmen, di aver diffuso immagini pornografiche generate con l’intelligenza artificiale che la ritraggono. In un’intervista al settimanale Der Spiegel, Fernandes ha raccontato di essere da anni consapevole dell’esistenza di profili social falsi creati a suo nome, così come della circolazione di video attribuiti a lei ma che ritraevano donne molto somiglianti. Ma era anche a conoscenza della presenza di video deepfake generati con l’Ai, che riproducevano contenuti pornografici e nei quali il suo volto veniva sostituito da quello di altre persone. 

Collien Fernandes

Già nel 2024 Fernandes aveva denunciato alla polizia tedesca la diffusione di questi contenuti, all’epoca attribuiti a ignoti. Solo successivamente avrebbe scoperto che dietro quei profili si celerebbe l’ex marito, dal quale ha divorziato lo scorso anno. L’attrice lo accusa di averli utilizzati per inviare centinaia di immagini e video falsi, ingannando numerosi uomini che credevano di comunicare direttamente con lei. In alcuni casi sarebbe persino arrivato a fare sesso telefonico con alcuni di loro, utilizzando un audio generato al computer per imitare la voce dell’ex moglie. Ulmen – scrive il Guardian – ha respinto tutte le accuse. Il suo legale, Christian Schertz, ha annunciato azioni legali contro il settimanale tedesco, definendo la copertura giornalistica «inammissibile» e «basata su semplici sospetti», oltre ad accusare il settimanale di «diffondere informazioni non verificate». 

Il dibattito in Germania sulla violenza di genere 

Ma al di là della singola vicenda, il caso ha contribuito ad alimentare una discussione più ampia sulla violenza digitale di genere in Germania. Attivisti e associazioni denunciano da tempo l’inadeguatezza della legislazione tedesca per contrastare le nuove forme di abuso online. Negli ultimi giorni, manifestazioni in varie città del Paese hanno chiesto riforme urgenti, invitando il governo del cancelliere Friedrich Merz a chiudere le lacune legislative e a rendere più semplici le procedure di denuncia. Un gruppo di 250 donne provenienti dal mondo della politica, dell’economia e della cultura ha presentato un pacchetto di dieci richieste, tra cui la criminalizzazione esplicita della creazione e diffusione di deepfake sessualizzati senza consenso. 

Cosa dice la legge tedesca? 

Attualmente in Germania è illegale solo la diffusione dei deepfake, mentre la loro produzione non è sempre sanzionata. Le riforme in discussione mirano a rafforzare la protezione delle vittime, permettendo loro di identificare più facilmente i responsabili, ottenere risarcimenti e far bloccare gli account coinvolti. La ministra della Giustizia, Stefanie Hubig, ha riconosciuto la crescente indignazione pubblica e annunciato un disegno di legge che renderebbe reato anche la creazione di contenuti pornografici deepfake e le registrazioni segrete, con pene fino a due anni di carcere. Hubig ha inoltre sottolineato la necessità di rendere le piattaforme digitali maggiormente responsabili, citando il caso di X, dove l’uso di strumenti di intelligenza artificiale avrebbe favorito la diffusione di immagini manipolate. «La tecnologia è nuova, ma il movente è antico: potere, umiliazione e controllo», ha dichiarato la ministra durante un acceso dibattito parlamentare sulla violenza contro le donne.

La denuncia in Spagna e il paragone con Gisèle Pelicot

Fernandes ha raccontato di vivere sotto protezione della polizia a causa delle minacce ricevute. La procura di Itzehoe ha deciso di riaprire le indagini su Ulmen, dopo che una precedente inchiesta era stata archiviata per mancanza di prove. Alla fine del 2025, l’attrice ha inoltre sporto denuncia contro l’ex marito in Spagna, dove la coppia aveva la residenza e dove le leggi a tutela delle vittime di questi crimini sono più avanzate rispetto alla Germania. Ulmen è accusato di diversi reati, tra cui usurpazione di stato civile (per la creazione di profili falsi), ingiuria pubblica, divulgazione di segreti, lesioni personali ripetute in ambito familiare e minacce gravi.

Negli ultimi giorni, il caso tedesco è stato paragonato a quello di Gisèle Pelicot, la donna francese vittima di violenza sessuale per circa dieci anni, il cui caso – giudicato nel 2024 – attirò grande attenzione mediatica. Il confronto riguarda soprattutto il modo in cui entrambe le donne hanno trasformato la propria esperienza in un mezzo per denunciare la diffusione della violenza di genere e sottolineare l’importanza di liberarsi della vergogna che spesso accompagna le vittime. 

Foto copertina: ANSA/CLEMENS BILAN | Manifestazione contro la violenza digitale di genere a Berlino dopo la denuncia dell’attrice tv, 22 marzo 2026

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