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Gite scolastiche, è crisi: uno studente su due resta a casa. I viaggi costano troppo, ma c’è anche chi non ha voglia di partire con i compagni

31 Marzo 2026 - 16:16 Ygnazia Cigna
gite scolastiche
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Dai rincari sulle famiglie all'indisponibilità dei docenti: cosa emerge dai dati sui viaggi di istruzione del 2026

Le gite scolastiche nel 2026 non sono più per tutti: quasi la metà degli studenti italiani quest’anno non parteciperà al viaggio d’istruzione. Secondo l’ultimo Osservatorio di Skuola.net, il 44% degli alunni di medie e superiori resterà a casa a causa dei costi diventati eccessivi.

Dal costo delle gite scolastiche alla mancanza di prof: le cause

L’analisi, condotta su un campione di 1.500 studenti fotografa una crisi profonda. Oltre al peso economico sulle famiglie, pesa l’ormai cronica indisponibilità dei docenti a fare da accompagnatori e i frequenti problemi di disciplina che spingono molti istituti a cancellare le partenze. Le responsabilità legate alla vigilanza degli alunni, l’innalzamento dell’età media del corpo docente italiano e la pressione esercitata dalle famiglie sono alcuni dei fattori che negli ultimi anni hanno ridotto la disponibilità dei docenti.

La resistenza di chi non sopporta i compagni

Tra chi non parte, il 38% subisce la decisione per motivi burocratici o economici. Esiste però una piccola ma interessante quota del 6% che ha scelto consapevolmente di non fare le valigie. All’interno di questo gruppo, oltre la metà (il 52%) ha dichiarato di essersi ritirato spontaneamente per evitare la convivenza prolungata con i compagni di classe. Scelta che trasforma il momento della gita, un tempo agognato, in una potenziale fonte di stress da evitare.

Le mete delle gite scolastiche in Italia e all’estero

Nonostante i rincari e le difficoltà, il 66% del campione resta orientato alla partenza, tra chi ha già viaggiato e chi lo farà entro giugno. Un terzo di loro, il 34%, lo farà da qui a fine anno, mentre il 22% è già andato nei mesi scorsi. Sulle mete, l’Italia si conferma la prima scelta, anche se inizia a perdere colpi. Il 60% rimarrà entro i confini nazionali. A guidare la classifica delle preferenze sono le grandi città d’arte. Firenze è al primo posto (13%), seguita a ruota da Roma (12%) e Napoli (11%), con Torino, Palermo e Bologna a chiudere il gruppo. Ma è oltre confine che si registra un balzo. Il dato più rilevante riguarda però l’estero, che registra un balzo passando dal 35% al 40% in soli dodici mesi. Tra le capitali europee, la meta più gettonata del 2026 è Vienna, tallonata da Berlino e Atene, mete che sembrano offrire un rapporto qualità-prezzo più competitivo per i budget scolastici.

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