Ricorsi bocciati a Medicina, l’avvocato Bonetti annuncia: «Puntiamo al Consiglio di Stato». Cosa cambia per gli studenti e cosa sapere

«I provvedimenti dei giudici vanno rispettati, ma resta nostro diritto impugnarli. Ed è ciò che abbiamo fatto e continueremo a fare». A dichiararlo a Open è l’avvocato Michele Bonetti, che ha seguito i ricorsi degli studenti contro il semestre filtro per l’accesso a Medicina, respinti nei giorni scorsi dal Tar del Lazio. «Stiamo presentando appello al Consiglio di Stato, che dovrebbe pronunciarsi entro la fine di aprile», aggiunge il legale. Nei giorni scorsi, i giudici del Tar del Lazio hanno infatti rigettato diversi ricorsi presentati da studenti esclusi dal semestre filtro per i corsi di Medicina e Chirurgia, odontoiatria e veterinaria. Si tratta di un precedente rilevante per chi ha procedimenti ancora pendenti e basati sulle stesse motivazioni.
Ricorsi bocciati dal Tar: cosa si può fare ora
Chi ha visto respingere il proprio ricorso può ora impugnare la decisione davanti al Consiglio di Stato, secondo e ultimo grado della giustizia amministrativa. I giudici potranno confermare le pronunce del Tar oppure ribaltarle. Finora, le decisioni adottate sono state sotto forma di ordinanze cautelari, ovvero provvedimenti provvisori e urgenti, emessi dal giudice amministrativo per evitare che, durante il processo, si producano danni gravi e irreparabili. Queste ordinanze possono essere adottate sia dal Tar sia, in fase di appello, dal Consiglio di Stato, prima della sentenza definitiva. Nel caso dei ricorsi legati a Medicina, la misura cautelare è decisiva perché consente agli studenti di accedere o meno ai corsi. Altrimenti, senza questo intervento, anche un’eventuale vittoria nel merito rischierebbe di arrivare troppo tardi, dopo la perdita di un anno accademico.
Perché il Tar ha respinto i ricorsi degli studenti
Il Tar ha deciso di respingere i ricorsi degli studenti contro il semestre filtro per più motivi. Il sistema di ripescaggio dei voti, che ha permesso a chi non ha ottenuto la sufficienza in tutte e tre le materie di entrare in graduatoria recuperando i voti rifiutati al primo appello, è stato giudicato legittimo, perché ha consentito, di tutelare chi ha superato subito le prove, mantenendo una graduatoria ordinata e rispettosa delle regole iniziali. In questo modo, secondo i giudici, nessuno perde un diritto acquisito e chi aveva difficoltà può ancora avere una possibilità senza stravolgere il sistema. Il Tar ha poi confermato la correttezza delle regole sulle immatricolazioni, pensate per evitare incertezze e garantire la regolarità delle procedure, e ha escluso la violazione dell’anonimato durante le prove, ritenendo le modalità di svolgimento adeguate e trasparenti. Ora spetta al Consiglio di Stato se confermare o meno questa linea.
