Uffizi, la protesta dei lavoratori del museo davanti alla Venere di Botticelli: «Basta vite precarie» – Il video
Sullo sfondo, la Venere di Botticelli. Pochi passi più avanti, i lavoratori dei musei fiorentini e un grosso striscione che recita: «Basta vite precarie». È arrivata sin dentro le sale degli Uffizi la protesta dei lavoratori dei musei fiorentini, che hanno deciso di portare la loro battaglia davanti a uno dei dipinti più iconici della galleria. Domenica 5 aprile, un gruppo di manifestanti ha aderito alla moblitazione promossa da Sudd Cobas, che proseguirà anche nel pomeriggio del lunedì di Pasquetta nel piazzale degli Uffizi.
Giovedì il vertice con la Regione Toscana
«Abbiamo portato la protesta davanti alla Venere di Botticelli per pretendere risposte urgenti per coloro che dopo anni di precarietà di ritrovano senza lavoro e salario. C’è bisogno urgentemente di stabilizzare i precari storici e non di assumere nuovo personale con contratti a chiamata ancora più precari», spiegano i lavoratori delle gallerie di Firenze. La data segnata in rosso sul calendario è quella del 9 aprile, quando si terrà l’incontro con l’unità di crisi. Durante quel faccia a faccia, che si svolgerà nel palazzo della Regione Toscana, i lavoratori torneranno a manifestare in piazza Duomo, a Firenze.
La «mobilitazione permanente» indetta dai sindacati
Qualora il vertice di questa settimana dovesse concludersi con un nulla di fatto, Sudd Cobas è pronta a portare le proprie rivendicazioni direttamente al governo. «Ci prepariamo a raggiungere con una protesta il ministero della Cultura a Roma il prossimo 13 aprile. È l’ora di finirla con la precarietà e con il sistema malato degli appalti. Non c’è cultura senza diritti, e non daremo tregua finché non avremo soluzioni», avverte il sindacato, che ha lanciato una mobilitazione permanente, iniziata lo scorso 31 marzo, con iniziative per tutta la settimana di Pasqua.
