La Guernica di Picasso divide la Spagna: ecco perché Madrid non vuole prestare l’opera al Guggenheim di Bilbao

Dalla distruzione della città basca di Guernica durante la guerra vicile spagnola del 1937 nacque, nello stesso anno, il dipinto più famoso di Pablo Picasso, la Guernica, opera concepita proprio come reazione al bombardamento della città. L’opera, lunga quasi 8 metri e quasi 4, trasforma un episodio storico in un’immagine destinata a diventare uno dei simboli più riconoscibili contro gli orrori della guerra. Oggi il dipinto è conservato al Museo Reina Sofía di Madrid ed è tornato al centro dell’attenzione per la richiesta del governo basco di esporlo temporaneamente al Guggenheim di Bilbao tra ottobre 2026 e giugno 2027, in occasione del novantesimo anniversario del bombardamento. La richiesta riapre un dibattito tra tutela dell’opera e il suo passato.
La disputa per ospitare il quadro
La richiesta del Lehendakari (il presidente basco) Imanol Pradales, in realtà, non è un caso isolato, ma una battaglia che dura da decenni. Il governo basco aveva già provato in passato a ottenere il prestito del dipinto, in particolare nel 1997, durante l’apertura del Guggenheim di Bilbao. Secondo Pradales il trasferimento sarebbe una «forma di riparazione simbolica», ma il Museo Reina Sofía e diversi esperti di restauro hanno espresso un parere contrario. Il problema principale riguarda la conservazione dell’opera. Nel corso della sua storia, la tela di Picasso è stata arrotolata e srotolata più volte per essere trasportata, subendo micro-fratture che la rendono oggi molto fragile. A questo si aggiunge un elemento simbolico. Picasso aveva chiesto che il dipinto tornasse in Spagna solo dopo la fine della dittatura e che venisse conservato a Madrid. Per il Reina Sofía, quindi, privarsi della Guernica significherebbe non solo rischiare di danneggiarla, ma anche tradire la volontà dell’artista e smantellare il fulcro della propria collezione.
La storia del dipinto
L’opera nasce nel 1937 quando il governo della Repubblica spagnola commissiona a Picasso un dipinto per il Padiglione spagnolo dell’esposizione universale di Parigi. L’artista ha piena libertà sul soggetto, mentre l’unico vincolo riguarda le dimensioni del quadro, pensato per vedersi da lontano. Il 26 aprile 1937 i bombardamenti durante la guerra civile spagnola distruggono la città basca di Guernica. Più di sessanta aerei tedeschi e italiani, alleati di Francisco Franco, distruggono la città in poche ore, provocando centinaia di morti tra i civili. L’evento colpisce profondamente Picasso, che decide di trasformare la sua opera per l’esposizione di Parigi in una testimonianza della violenza e della sofferenza della guerra. La fama dell’opera è anche aumentata per via di un episodio (mai confermato), secondo cui l’ambasciatore nazista Otto Abetz a Parigi avrebbe chiesto a Picasso se fosse stato lui a creare quell’orrore e l’artista avrebbe risposto «No, questo l’avete fatto voi».
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Dall’esposizione universale fino al ritorno in Spagna
Dopo l’esposizione universale di Parigi, la Guernica viene portata negli Stati Uniti, dove viene esposta al MoMA di New York. Qui diventa un’icona pacifista riconosciuta a livello mondiale e simbolo della resistenza alla guerra. Picasso si oppone fermamente al ritorno dell’opera in Spagna finché al potere regime resta il governo Franco. Solo nel 1981, con la fine della dittatura, l’opera è rientrata in Spagna a Madrid dove è stata esposta al Museo Reina Sofía. Da allora il quadro è il simbolo della collezione.
