Flat tax e vita da sogno, perché i super-ricchi in fuga dai missili su Dubai scelgono Roma e Milano

Può l’economia italiana beneficiare della guerra tra Usa, Israele e Iran? La domanda parrebbe provocatoria di fronte allo shock sul mercato mondiale dell’energia che minaccia di mettere a terra le economie europee di qui a poche settimane. Eppure c’è un lato nascosto della vicenda mediorientale che potrebbe davvero spingere un insperato boom per le finanze italiane. Lo mette in rilievo questa mattina il Guardian. Coi Paesi del Golfo risucchiati nell’incubo di una guerra su cui possono ben poco, i grandi ricchi del mondo – quelli con succosi patrimoni, vite e affari trasferibili altrove senza troppi problemi – starebbero seriamente ripensando la loro collocazione nelle metropoli della regione come Dubai. Non è affatto chiaro al momento se la guerra si protrarrà o si appresta a chiudersi, ma comunque vada la reputazione di quelle capitali come paradisi dorati aperti 24 ore al giorno al business e immuni da “fastidi” come conflitti, instabilità sociale o politica è andata in pezzi, e ricomporla sarà difficilissimo.
Perché i super-ricchi ora scelgono l’Italia
Se i super-ricchi lasciano Dubai o Abu Dhabi, dove potrebbero progettare di trasferirsi? A scalare la classifica delle destinazioni più desiderate, secondo la testata britannica, è Milano. O in subordine Roma. «L’Italia ha i migliori benefici: una flat tax e una buona qualità della vita», dice al Guardian Armand Arton, che nella vita si occupa proprio di consigliare le famiglie più ricche del globo nei progetti di relocation. «Le persone che lasciano gli Emirati Arabi si possono vedere benissimo vivere in metropoli internazionali come Roma o Milano», aggiunge. L’interesse dei globetrotter dal ricco portafoglio per Milano e l’Italia non è una novità, naturalmente. Seconde case e vacanze in Toscana e Umbria a parte, il Belpaese è decollato pure come luogo dove spostare la residenza abituale in particolare dal 2017, quando è entrato in vigore il nuovo regime fiscale per gli ultraricchi: una tassa fissa annuale sui redditi pari a 100mila euro, poi cresciuta a 200mila e ora a 300mila. Un regime semplice e conveniente per chi accumula milioni di euro di redditi l’anno da attività d’impresa, investimenti o rendite. Soprattutto se gli si appaia il fascino senza confronto per gli stranieri del clima e delle meraviglie d’Italia a portata di mano.
L’autogol di Londra e il decollo dell’Italia
Se Milano è decollata come destinazione di residenza e affari di banchieri e manager è ovviamente anche a causa della Brexit, ormai 10 anni fa. Ma il Regno Unito si è poi dato un’ulteriore mazzata sui piedi da questo punto di vista eliminando esattamente un anno fa il regime fiscale agevolato per i non residenti (non-domn regime). Molti hanno capito l’antifona e hanno fatto le valigie, spesso in direzione dell’Italia, tanto che il nuove regime italiano, ricorda il Guardian, viene chiamato anche nelle chiacchiere di settore “svuota-Londra”. «All’inizio c’era un po’ di scetticismo», ricorda ora Roberto Bonomi dello studio legale Withers, «ma dopo nove anni abbiamo dimostrato che è un sistema stabile, e i clienti non sono più spaventati dell’Italia». Che nel frattempo, dopo l’insediamento del governo Meloni, ha sfidato tutti i tabù internazionali diventando il Paese politicamente più stabile d’Europa. E pare difficile che il risultato del referendum sulla giustizia di poche settimane fa – pur ridimensionando il potere del centrodestra – possa cambiare questo dato.
Ti potrebbe interessare
Prezzi delle case: come cambiano Roma e Milano
Se davvero si trasferirà in Italia una nuova ondata di ultraricchi spaventati dalla guerra nel Golfo, nel Paese affluiranno capitali, dunque entrate fiscali aggiuntive per lo Stato, e, si spera, un po’ di nuovi investimenti nell’economia reale. D’altro canto, è probabile che il trend spingerà ulteriormente al rialzo i prezzi delle case nelle città più richieste – Roma e Milano. Per lo meno nelle zone centrali e nei quartieri residenziali più trendy. Spingendo se possibile ancora più verso le periferie o i Comuni suburbani la classe media. Solo negli ultimi cinque anni a Milano i prezzi del settore immobiliare sono cresciuti del 38%, secondo una ricerca di Knight Frank, tanto che ora il capoluogo lombardo ha superato Venezia come città più cara d’Italia: 5.171 euro al metro quadrato (in media) a novembre 2025.
