Riforma Giustizia bocciata, il No vince con il 54%. Schlein festeggia: «Batteremo Meloni alle politiche». La reazione della premier
L’opposizione festeggia, con Elly Schlein che si dice pronta a battere la destra alle prossime politiche, mentre Giorgia Meloni raccoglie la sconfitta. Il referendum sulla giustizia 2026 si chiude con un risultato netto a favore del No che si afferma con il 53,74% dei consensi mentre il Sì si attesta al 46.26%. Dopo le iniziali incertezze, con forchette piuttosto ridotte, gli exit poll e le proiezioni si sono quasi subito appiattite sul risultato che è poi apparso confermato dai dati reali. Particolarmente significativo è il dato sui giovani. Tra gli under 34 il No ha stravinto, ottenendo il 61,1%, mentre il Sì si è fermato al 38,9%. Tra gli over 55, invece, la distribuzione è stata più equilibrata, con il Sì che ha raggiunto il 50,7%, superando leggermente il No, al 49,3%.
L’affluenza definitiva
Molto interessante il risultato dell’affluenza. Ieri si è fermata al 46,07%, oggi è cresciuta oltre il 58%. Con la chiusura delle urne è iniziato lo spoglio dei voti che dovrebbe concludersi entro la prima serata, incluse le circoscrizioni estere che contano un bacino attorno ai 5 milioni di elettori.
I precedenti referendum costituzionali
Ieri sera, alle 23, la percentuale dell’affluenza si è chiusa al 46,07%. I precedenti referendum costituzionali non erano stati altrettanto partecipati. Sei anni fa, alle 23, sul taglio del numero dei parlamentari, aveva votato il 39,4% degli aventi diritto e il giorno dopo si arrivò al 51,12%. Si votava, però anche in sette regioni e la riforma aveva avuto un ampio consenso parlamentare. Fu alta, invece, la partecipazione al referendum costituzionale voluto da Matteo Renzi, nel 2016. Sebbene si votasse in un solo giorno alla consultazione parteciparono il 65,5% degli italiani e vinse il No. Tornando ancora indietro, il referendum del 2006 lanciato dal governo Berlusconi, Bossi, Fini, che puntava ad allargare la riforma del titolo V vide la partecipazione del 53,8% degli italiani e fu bocciato con il 61,29 per cento.
All'estero il Sì è in vantaggio rispetto al No
L'affluenza definitiva alle urne: 58,93%
L’affluenza definitiva alle urne è del 58,93% al termine dell’analisi di tutte le sezioni. Un aumento netto rispetto alla giornata precedente. Ieri, alle 12 aveva votato il 14,92% degli aventi diritto, alle 19 il 38,89%, mentre alla chiusura delle urne alle 23 si era raggiunto il 46,07%.
L’affluenza definitiva di ogni regione e il paragone con i referendum precedenti
Salvini e la sconfitta: «Il governo va avanti»
«Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della giustizia. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione». Così il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato la sconfitta della riforma sulla giustizia.
Schlein: «Il Paese chiede un'alternativa»
«Abbiamo vinto, una maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata. Una vittoria ancora più bella, perché partivamo da una sconfitta annunciata, invece abbiamo ribaltato quell’esito. Hanno fatto la differenza i giovani, nonostante non potessero votare i fuorisede. Ci sono più elettori di destra che hanno votato No che il contrario», ha commentato segretaria del Pd Elly Schlein in una conferenza stampa al Nazareno. «Arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al governo, che ora devono riflettere, devono ascoltare il Paese e le vere priorità. È anche un messaggio per noi. Il Paese chiede un’alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C’è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l’alternativa», ha concluso. Alle domande dei giornalisti ha affermato: «Batteremo Meloni e questa destra alle prossime elezioni politiche. Di questo sono sicura».
Presidente tribunale di Milano festeggia: «È una vittoria contro le delegittimazioni»
Un momento di forte emozione ha segnato la celebrazione della vittoria del No, come ha spiegato il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, presente con decine di magistrati nell’Aula magna. «È un momento molto commovente, perché ha vinto la Costituzione, hanno vinto quelle persone che sono andate a votare: l’affluenza è un grande segno di partecipazione democratica», ha affermato Roia, aggiungendo che, in piccola parte, si tratta anche di «una vittoria della magistratura, che non meritava da parte della politica i continui attacchi e le continue delegittimazioni». Il presidente ha ricordato che, pur tra limiti ed errori, la magistratura resta «un’istituzione dello Stato» chiamata a svolgere il proprio ruolo con professionalità e indipendenza.
Il commento di Gratteri alla vittoria del No
«La vittoria del No al referendum rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco principi fondamentali. È stata una scelta consapevole, in difesa della Costituzione e dell’equilibrio delle istituzioni. Non è un rifiuto al cambiamento, ma di un metodo», ha dichiarato il procuratore di Napoli Nicola Gratteri che da mesi è stato in prima linea per la posizione del No alla riforma. «La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e migliorarne il funzionamento, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie. Le riforme sono necessarie, ma vanno costruite con responsabilità e rispetto dei diritti», ha concluso.
M5S, Conte: «Ora ci apriamo alle primarie»
«Ci apriamo alla prospettiva delle primarie, che siano veramente aperte come occasione per i cittadini di contribuire a una discussione ampia per individuare il candidato o la candidata più competitivo e il migliore interprete del programma. Sono io che ho letto tante volte delle primarie e non mi sono pronunciato. Oggi però c’è un fatto nuovo, questa nuova primavera all’insegna della partecipazione. La grande affluenza al referendum dimostra che i cittadini vogliono partecipare», ha affermato il presidente del M5s, Giuseppe Conte, in una conferenza stampa nella sede del partito, a Roma. Alla domanda di Enrico Mentana sullo speciale de La7 se sarà candidato alle primarie, Conte ha risposto: «È prematuro dirlo, ma sicuramente ci dovrà essere un rappresentante del M5S».
Tajani: «Ci inchiniamo a volontà popolo»
«Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto». Così ha reagito il segretario di Forza Italia e vicepremier, Antonio Tajani, a fronte dei risultati del No registrati agli scrutini.
La reazione di Meloni: «Rispettiamo l'Italia e il suo popolo»
Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione.
Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia. pic.twitter.com/KCBf19hO8d— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) March 23, 2026
Pacato il commento di Giorgia Meloni, che ha voluto rivolgersi agli italiani tramite un video pubblicato sui suoi canali social a fronte della vittoria del No. «Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia», ha affermato, sottolineando la volontà di proseguire nell’azione di governo nonostante l’esito sfavorevole. La premier, però, non ha nascosto il «rammarico» per la sconfitta.
Bignami (FdI): «Meloni ci mette sempre la faccia»
«Conosco da un po’ di tempo Giorgia Meloni, non ho memoria di una battaglia politica da cui lei si sia sottratta. Quindi non mi aspettavo che facesse niente di diverso da quel che ha fatto, perché Giorgia Meloni ci mette sempre la faccia. Su questo non credo ci siano dubbi», ha dichiarato il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, commentando il risultato del referendum ai microfoni del TgLa7.
Comitati per il Sì: «Ce l'abbiamo messa tutta»
Il presidente del Comitato per il Sì, Niccolo Zanon, ha dato un commento amaro sul risultato del Referendum, che appare ormai incolmabile: «Viva la democrazia, grande successo di affluenza. Le persone sono state molto coinvolte con messaggi anche non corretti ma comunque c’è stata una partecipazione. Credo che i termini di analisi difficilmente possiamo andare oltre nel dire che ce l’abbiamo messa tutta».
Il No avanti al 54%, si profila la bocciatura della riforma
YouTrend proclama la vittoria del No

I risultati reali parziali: il No avanti con il 54,64%
Prima e seconda proiezione Rai: il No in vantaggio
Le prime proiezioni diffuse dalla Rai sul referendum sulla riforma della giustizia mostrano un vantaggio del No. Nella prima rilevazione, il Sì si attesta al 46,9%, mentre il No raggiunge il 53,1%. La seconda proiezione conferma e accentua leggermente questa tendenza, con il Sì al 46,1% e il No al 53,9%. I dati suggeriscono quindi un orientamento chiaro dell’elettorato verso il rifiuto della riforma.
Secondo instant poll: No avanti con il 50-54% contro 46-50% del Sì
Il secondo intention poll di Tecnè per Tgcom 24 sul referendum sulla riforma della giustizia indica un quadro piuttosto chiaro, con un vantaggio per il No. Il Sì si attesta tra il 46% e il 50%, mentre il No oscilla tra il 50% e il 54%. Situazione simile emerge anche dal secondo instant poll di Swg, che su una copertura del 70% conferma le stesse percentuali, suggerendo che la partita elettorale è ancora aperta ma con un lieve orientamento verso il rifiuto della riforma. I dati sottolineano come gli italiani appaiano divisi sulla questione, con margini di preferenza contenuti e ancora in evoluzione man mano che si raccolgono le opinioni degli elettori.
Primi risultati dello spoglio: il No avanti al 54%
Affluenza al 58,51% ad un quarto dei seggi
Il confronto tra i dati: occhi puntati sui voti all'estero

Ecco il confronto tra i dati delle ore 15. YouTrend riferisce che in caso di risultato ravvicinato come ipotizzato dalle prime stime, potrebbe esserci un ribaltamento in caso di affluenza all’estero intorno al 40% e vantaggio del Sì all’estero superiore al 25%. Da osservare quindi con attenzione i dati esteri.
Cesare Parodi si è dimesso da presidente dell'Anm
L'analisi di Youtrend:

Per l’agenzia Youtrend di Lorenzo Pregliasco, la forchetta è leggermente più ampia di quella delle altre due agenzie di sondaggi, con il Sì attestato al 46,5-50.5% e il No al 49,5-53,5%
Referendum, la prima analisi di Swg

La forchetta confermata da Swg per il primo exit è analoga a quella di Rai Opinio, 47-51 per il Sì, 49-53 per il No. Ma gli analisti sono concordi nel sottolineare che forchette del genere presentano margini di errore ampi.
Gli exit poll e i dubbi degli esperti
Gli esperti e i sondaggisti si sono interrogati fino all’ultimo e mai come oggi dicono che il risultato appare tutt’altro che scontato per questo Referendum confermativo che, come vuole la legge, non ha quorum e basta un voto in più per aggiudicarselo. Nei primi exit poll, però, Rai Opinio ha scelto di dare in leggero vantaggio il No, con una forchetta 49-53 e il Si al 47-51.
Dove ha votato Giorgia Meloni
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha votato alla Scuola Primaria Rosalba Carriera, nel quartiere Spinaceto di Roma. La premier, arrivata in tarda mattinata, ha commentato con soddisfazione i flussi ai seggi. «L’affluenza è una buona notizia, in generale la democrazia è una buona notizia», ha commentato la premier.
Elettorato del No più mobilitato: l'analisi del Cise
Youtrend: «La partita è ancora aperta»
«Nulla esclude che ci sia una sorta di valanga a favore solo di uno. La partita è aperta, in ogni esito. Perché è vero che, osservando i territori più ‘rossi’ o più ‘neri’, si nota che vanno molto bene sia i comuni filo-Pd, sia i comuni filo-FdI, mentre il sud in cui riponevano speranze sia M5s sia FI arrancano», ha dichiarato il fondatore di Youtrend, Lorenzo Pregliasco. «Ma è anche vero che la distribuzione geografica dell’affluenza non è così chiara, perché hai tanti a votare nei grandi comuni (è voto d’opinione?) ma anche in aree a trazione leghista o meloniana», ha aggiunto.
Tajani e la citazione calcistica
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato del voto sui suoi social in modo tutto sommato sobrio, ricorrendo alla metafora calcistica. Foto di lui che arriva nel seggio e imbuca la scheda elettorale e la strafamosa frase di Vujadin Boskov, popolare allenatore jugoslavo che tra gli anni 80 e 90 ha allenato diverse squadre italiane: “‘Partita finisce quando arbitro fischia’ diceva sempre il grande Vujadin Boškov. Si vota anche oggi, fino alle 15!”.
“Partita finisce quando arbitro fischia" diceva sempre il grande Vujadin Boškov. Si vota anche oggi, fino alle 15! pic.twitter.com/f9OtPISC3J
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) March 23, 2026
La programmazione Tv per seguire lo spoglio
Tutti i principali canali tv hanno modificato i propri palinsesti per seguire lo spoglio elettorale:
- Su Rai 1 si comincia alle 14,50 con Tg1 Speciale Referendum. Per il consorzio Opinio Rai sarà presente Antonio Noto lo speciale è programmato fino alle 17,15 quando inizia La vita in diretta.
- il Tg2 si inserisce alle 17. Prendendo di fatto il posto dello speciale Rai 1, si prosegue fino alle 19 e poi alle 21 dopo il Tg. Ospite Livio Gigliuto (consorzio Opinio Italia).
- Il Tg3 fa la sua diretta in autonomia dalle 14.50 alle 16.30.
- Rainews parte con uno speciale alle 14.45 per poi inserire gli approfondimenti in tutta la giornata.
- Sulle reti Mediaset solo Rete4 fa uno Speciale Quarta repubblica con Nicola Porro.
- La7 invece fa uno speciale, l’usuale Maratona, condotta da Enrico Mentana dalle 14,15 alle 20.
- Sky Tg24 dedica la sua programmazione al referendum a partire dalle 14,30.
A quale affluenza si potrebbe arrivare
Gli analisti del voto valutato una affluenza complessiva tra il 56% e il 60%. Più bassa la valutazione di Lorenzo Pregliasco di Youtrend: “Vediamo un passo di circa 1.5/ora. Ci aspettiamo che possa accelerare un po’ in fine mattinata, per poi rallentare dopo pranzo. Al momento è confermata la nostra stima di una affluenza finale tra il 56 e il 60%”. Bdimedia, invece, sempre sui suoi canali social, si aspetta un’affluenza del 58-60%. Per vincere serviranno almeno 14 milioni di voti, chi riuscirà a mobilitarli?
Referendum, chi ha violato il silenzio elettorale
Il referendum elettorale è stata occasione, come già accaduto in precedenti occasioni, tanto più con un referendum che gioca solo sul Sì e No, di rompere il silenzio elettorale. Matteo Salvini è stato tra i primi: «Dedico questo voto alle decine di migliaia di italiani ingiustamente processati e incarcerati senza che nessuno abbia pagato le conseguenze», ha scritto sui suoi social. Ignazio La Russa ha pubblicato una sua foto al seggio: «Sì, ho votato». Stessa cosa per Giovanni Donzelli: «Avete votato? Io sì». Marina Berlusconi uscendo dal seggio è stata esplicita: «È un’occasione che non possiamo farci sfuggire. La dedica è agli italiani, sperando che prevalga il sì per un’Italia civile democratica e moderna».
Le affluenze recenti, cosa dice il trend
L’affluenza di queste ore ha sorpreso rispetto ad un trend che sembrava segnato da una inesorabile linea discendente. Alle Europee del 2024 ha partecipato solo il 49,7% degli aventi diritto al voto, alle Politiche nel 2022 la partecipazione è stata comunque bassa, fermandosi al 63,91%. I referendum abrogativi vanno male da tempo. Quello del 2025 su cittadinanza e lavoro ha visto partecipare solo il 30,5% dei maggiorenni.
Referendum, l'affluenza nelle Regioni
Con attenzione viene osservata anche l’affluenza nelle Regioni, alle ore 23 (quella definitiva verrà comunicata a partire dalle 15, insieme all’inizio dello spoglio) ecco i risultati in ordine crescente:
- Sicilia: 34,9%
- Calabria: 35,7%
- Campania: 37,8%
- Puglia: 39,0%
- Sardegna: 39,1%
- Molise: 39,8%
- Basilicata: 39,9%
- Trentino Alto Adige: 41,3%
- Valle d’Aosta: 44,2%
- Abruzzo: 46,6%
- Liguria: 48,0%
- Lazio: 48,2%
- FVG: 48,5%
- Piemonte: 48,9%
- Marche: 49,4%
- Umbria: 50,1%
- Veneto: 50,5%
- Lombardia: 51,8%
- Toscana: 52,5%
- Emilia-Romagna: 53,7%
La sfida nel Campo largo, l'attesa di Schlein e Conte
Nel centrosinistra i nervi sono altrettanto tesi, forse di più. L’affluenza alta preoccupa, specie vista la disparità di partenza tra il fronte del Sì e quello del No, ed entrambi i leader, Elly Schlein e Giuseppe Conte si sono spesi molto nella campagna referendaria. Una sconfitta certamente non sarebbe presa a cuor leggero. Più difficile da gestire nel Pd, ovviamente, perché la parte riformista prenderebbe fiato e potrebbe trarre vantaggio anche quel centro moderato, che non ha ancora trovato la sua forma definitiva. Al punto da far traballare la leadership di Schlein? Probabilmente no, perché i risultati di un eventuale congresso vengono considerati a vantaggio dell’attuale gruppo dirigente. E in ogni caso dal giorno dopo si tornerà a parlare del nodo pre elettorale: fare o non fare le primarie ai gazebo.
Affluenza, i risultati nelle città
Si guarda con attenzione all’affluenza anche a secondo delle città più o meno mobilitate. In ordine crescente ecco come è andata l’affluenza nei capoluogo di regione principali.
- Napoli: 38,4%
- Palermo: 38,6%
- Catanzaro: 41,0%
- Bari: 41,5%
- Campobasso: 44,5%
- Trieste: 45,9%
- Potenza: 46,8%
- Aosta: 47,0%
- Cagliari: 47,4%
- Genova: 49,7%
- Torino: 49,9%
- Ancona: 50,3%
- Venezia: 50,9%
- Roma: 51,5%
- Perugia: 52,8%
- L’Aquila: 53,1%
- Milano: 53,8%
- Trento: 55,1%
- Firenze: 57,6%
- Bologna: 58,7%
Meloni, la posta in gioco
La premier Giorgia Meloni ha votato questa mattina. «Pronta per il voto. Ricordate: c’è tempo fino alle 15 di oggi per recarsi al seggio. Partecipare è importante», ha scritto su X con una foto della sua tessera elettorale. Proprio per la presidente del consiglio la sfida è decisiva su più fronti. Dopo il referendum vuole incassare una legge elettorale non troppo gradita agli alleati che, in caso di sconfitta, potrebbero sfilarsi. C’è poi da gestire anche il caso di Andrea Delmastro socio in affari della figlia di un prestanome della Camorra. L’inchiesta sul ruolo della ragazza sta accelerando ed è possibile che lui, pur essendo un fedelissimo di Meloni da sempre, sia costretto al passo indietro dal ministero della Giustizia.
Affluenza, l'opinione dei sondaggisti
I sondaggi registrati ai seggi non possono essere pubblicati fino alle 15. Al momento, gli analisti del voto osservano soprattutto le dinamiche di partecipazione. L’Istituto Cattaneo annota che «I motori si sono accesi in entrambi i campi. Alla fine si è parlato tanto dei tecnicismi della riforma, ma nelle ultime settimane la sfida ha generato nel quotidiano dei cittadini, nel vissuto familiare, negli ambienti di lavoro una quantità inedita di discussioni e punti di vista». Prima del silenzio elettorale l’analisi era stata quasi univoca: con bassa affluenza vittoria del no, con alta affluenza prevalenza del sì.
